Venticinque posti di lavoro: se il disagio psichico è risorsa

Centro di telelavoro reinserisce i malati nel mondo aziendale

Un centro di telelavoro assistito per lavoratori con invalidità psichica. Che, come primo, grande risultato ha ricavato, a oggi, 25 contratti di lavoro solo a Milano. Si chiama Job Stations ed è nato grazie alla collaborazione della onlus «Progetto Itaca» con «Fondazione italiana Accenture», attraverso un concorso di idee vinto dal progetto presentato da Monica Anna Perego e selezionato tra circa 160 proposte. Il centro di telelavoro è stato pensato dalla sua creatrice come rivolto a persone che soffrono di psicosi, depressioni importanti e disturbi della personalità e indicato per le aziende.L'idea è nata dalla constatazione che il potenziale dei disabili psichici a livello lavorativo rimane spesso non sfruttato e non riconosciuto, la sciando la maggior parte di loro a vivere nella dipendenza e nell'esclusione sociale. I disabili occupati in Italia, infatti, sono meno del 18, quelli con difficoltà psichiche solo l'1.5%; per l'85 % dei disabili la pensione costituisce la principale fonte di reddito, ma ad oggi oltre 75omila persone disabili sono iscritte alle liste di collocamento.Il centro è riservato a lavoratori iscritti alle categorie protette con invalidità di origine psichica; è a disposizione delle aziende ed è gestito da tutor lavorativi esperti che segnalano la risorsa e si formano sulla mansione del telelavoratore, lo addestrano e assicurano all'azienda la qualità e il volume del lavoro svolto. Le professioni più adatte a lavoratori con invalidità psichica sono routinarie, riconducibili a procedure chiara e abbastanza rigide, che possono essere gestite in modalità a distanza: archivista, impiegato amministrativo o contabile. Le aziende che hanno scelto di aderire al progetto Job Stations sono, tra le altre, oltre ad Accenture, Fondazione Cariplo, Unicredit, Manpower e l'istituto clinico Humanitas.