Verso il rinvio a giudizio il chirurgo Confalonieri

Chiuse le indagini sul primario del Gaetano Pini accusato di corruzione e di lesioni su due pazienti

Chi è davvero Norberto Confalonieri? Un medico cinico e spietato, che si allenava sulla pelle dei pazienti? O un profeta della chirurgia non invasiva, finto nei guai solo per le battute che faceva al telefono? A oltre tre mesi dall'arresto del primario di ortopedia del Cto, la Procura della Repubblica si prepara a chiudere le indagini andando verso il processo che dovrebbe dare una risposta a queste domande, risolvendo uno dei casi più contrastati delle cronache sulla malasanità.

I pubblici ministeri Letizia Mannella e Eugenio Fusco si preparano infatti a notificare al primario l'avviso di conclusione delle indagini preliminari che tirerà le somme del materiale accolto prima e dopo l'esecuzione del mandato di cattura. Nell'ordinanza di custodia che metteva Confalonieri agli arresti domiciliari la Procura contestava sia il reato di lesioni personali ai danni di due pazienti sia l'accusa di corruzione per i regali e i viaggi offertigli dalle case farmaceutiche di cui impiegava i macchinari. E per entrambe le imputazioni i pm sarebbero orientati a chiedere il rinvio a giudizio di Confalonieri.

Il primario è tutt'ora agli arresti domiciliari, dopo che il giudice preliminare Teresa De Pascale ha respinto la richiesta di liberazione avanzata dal legale di fiducia di Confalonieri, l'avvocato Ivana Anomali: domanda rifiutata, nonostante che anche la Procura della Repubblica avesse dato parere favorevole. «Il mio assistito sta affrontando questa privazione della libertà con disciplina e rispetto - dice il legale - comportamento apprezzabile, tenendo conto soprattutto che non si tratta di un delinquente che un ordine di arresto lo considera un rischio del mestiere. Continua ad essere molto arrabbiato per come è stato dipinto sulla stampa e credo che abbia intenzione di sporgere querela nei confronti di quei giornalisti che hanno esagerato». D'altronde già il 27 marzo, quando era venuto in tribunale per il primo interrogatorio, Confalonieri era stato brusco con i cronisti: «Mi avete distrutto».

É certo che alcune delle intercettazioni che hanno portato i media a dipingere Confalonieri come un mostro erano in larga parte incomplete, tagliate e cucite su misura dell'accusa. Proprio per questo diventa decisiva la analisi nei dettagli di tutti gli interventi chirurgici finiti al centro del processo, per capire - chiacchiere telefoniche a parte - se le operazioni siano state svolte in modo motivato e coscienzioso. Finora la difesa del primario non ha potuto svolgere una sua perizia di parte sui singoli casi, perché tutte le 62 cartelle cliniche oggetto delle indagini sono state sequestrate dagli inquirenti. Solo con la chiusura delle indagini preliminari il materia verrà messo a disposizione della difesa e potrà venire utilizzato per la perizia di parte: ed è su questo tema che verterà probabilmente gran parte del processo. «Noi siamo pronti a sostenere - spiega l'avvocato Anomali - che non c'è stata nessuna lesione nè volontaria nè accidentale. Tant'è vero che in questi mesi non c'è pervenuta alcuna richiesta di risarcimento».