Vidas, quel diritto alla dignità nei momenti difficili

Trojsi: «Ogni anno assistiamo oltre 1.600 malati terminali»

Viviana Persiani

Vidas è nata per difendere il primo diritto del malato: fargli vivere con dignità i momenti difficili. Apartitica e aconfessionale, Vidas, fondata a Milano nel 1982 da Giovanna Cavazzoni, garantisce assistenza socio-sanitaria completa e gratuita ai pazienti terminali, a domicilio e nell'hospice Casa Vidas, dove sono attivi i servizi di degenza e day hospital. In 34 anni di attività, a Milano, Monza e in 103 comuni delle due province, Vidas, con le sue 70 figure professionali specializzate in terapia del dolore e cure palliative e con il prezioso aiuto di 140 volontari selezionati e formati per l'accompagnamento e il sostegno del malato, ma anche della sua famiglia, ha assistito oltre 30mila malati conun servizio 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno.

Grande riconoscenza verso i 31.404 contribuenti (oltre mille in più del 2013), che nel 2014 hanno scelto Vidas come beneficiario del 5x1000: «Un successo straordinario che ci rende fieri, perché è il riconoscimento da parte della cittadinanza del preziosissimo lavoro di assistenza offerto ogni anno a 1.600 malati terminali, accompagnato da un'intensa attività di sensibilizzazione e comunicazione», dice Giorgio Trojsi, direttore generale Vidas.

L'innalzamento della quota complessiva è in diretta correlazione con l'innalzamento del tetto, stabilito l'anno scorso con la Legge di Stabilità e, quindi, valido, per la prima volta, sui redditi prodotti nel 2014, da 400 a 500 milioni annui nell'erogazione del contributo. Il primo 5×1000 più generoso e più rispondente alla volontà dei contribuenti italiani. Lo Stato ha trattenuto 172 milioni: 80 nel 2010 e 92 nel 2011. Il contributo potrà garantire un costante miglioramento dei servizi Vidas.

Basta un piccolo gesto: nella dichiarazione dei redditi riportare il codice fiscale 97019350152.