Vini lombardi, le esportazioni in Cina crescono del 30% all'anno

A Vinitaly una delegazione di alto livello di Pechino. Il mercato oggi è l'ottavo per importanza. Vale 4 milioni e mezzo ma ha enormi prospettive di crescita

I vini della Lombardia conquistano la Cina. Nella giornata inaugurale del Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si è aperto ieri alla Fiera di Verona, il Padiglione Lombardia ha infatti accolto la visita della delegazione cinese capitanata da Xuwei Wang, segretario generale della China Association for Importers & Exporters of Wine & Spirits (Caws). Una visita in occasione della quale sono state poste le basi per una serie di iniziative pensate per promuovere i prodotti lombardi e italiani in Cina, Paese nel quale il tasso di crescita dell'import di vini ha sfiorato la media del 30 per cento all'anno tra il 2008 e il 2012.
«La Cina rappresenta un mercato con enormi prospettive di crescita anche nei prossimi anni - ha spiegato Xuwei Wang - visto che il consumo di vino è un fenomeno relativamente recente e che sta diventando sempre più popolare».

Se oggi il mercato cinese, con un valore di 5,4 milioni di euro di export nel 2012, è l'ottavo per i vini lombardi, per i quali i primi tre mercati sono quelli di Stati Uniti, Svizzera e Germania, in futuro le cose sono destinate a cambiare notevolmente, con ulteriori margini di crescita. «In Cina l'80 per cento del consumo di vini è assorbito dai vini rossi, mentre tra i bianchi è in forte crescita quello di spumanti» ha proseguito il segretario generale della Caws. «Attualmente i vini francesi rappresentano circa la metà dell'import, perché i produttori francesi sono stati i primi a promuovere i propri prodotti in Cina, facendo in modo che i consumatori si abituassero al loro gusto. L'Italia, che al momento è quinta alle spalle di Francia, Australia, Cile e Spagna per quel che riguarda il nostro import di vini, ha però un altissimo potenziale, a patto che continui a puntare in maniera decisa sulla promozione dei suoi prodotti».

In questo senso, «la Caws sta attivando una serie di collaborazioni con i Consorzi di tutela per creare dei "marchi ombrello" che identifichino le aree vitivinicole e valorizzino, facendo leva sull'appeal delle etichette più famose, la produzione dell'intero territorio», ha spiegato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia. «La presenza per la prima volta di una delegazione cinese a Vinitaly e al Padiglione Lombardia è un segnale inequivocabile che il mercato cinese è pronto ad accogliere i prodotti delle nostre aziende: adesso sta a noi cogliere questa opportunità».