Violentata in discoteca: arrestato un egiziano

La vittima è una giovane donna marocchina, ha chiamato la polizia in forte stato di choc

Una donna di origini marocchine di 31 anni è stata violentata nella notte di lunedì all'interno della discoteca «El Jazeera» di Bresso. Dopo la denuncia dello stupro, gli agenti del commissariato di Cinisello hanno fatto irruzione nel locale con l'aiuto dei pompieri e hanno trovato due uomini che si erano nascosti lì. Uno dei due è stato riconosciuto dalla donna violentata come il suo aggressore ed è stato subito fermato.

La giovane donna, in forte stato di choc, ha chiamato all'alba le forze dell'ordine dicendo di essere stata mandata via poco prima dal locale. E di aver subito una violenza durante la notte appena trascorsa proprio dentro la discoteca. La ragazza è stata soccorsa e accompagnata dal personale medico del 118 al centro anti violenza della clinica Mangiagalli, dove è stata visitata e curata.

All'interno del locale, dove gli agenti del commissariato di Cinisello sono riusciti ad entrare solo grazie all'aiuto dei vigili del fuoco, si erano nascosti due uomini stranieri, risultati ai controlli privi di documenti e senza permesso di soggiorno. Sono quindi stati entrambi accompagnati in commissariato e fotosegnalati. Uno di loro, Y. D. M. A., 35enne egiziano con precedenti penali per numerosi reati, è stato riconosciuto dalla vittima quale autore della violenza sessuale. È quindi stato fermato per questa accusa.

Interviene sulla vicenda l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato: la violenza subita da una donna marocchina da parte di un giovane egiziano, dice, «pone l'accento sulla problematica legata al gran numero di irregolari presenti nel nostro territorio. Si stima - continua l'assessore - che in Lombardia siano 112mila i clandestini, dei quali 10.270 provenienti dall'Egitto. A Milano, in particolare, gli egiziani irregolari sono 8.140, mentre nell'intera regione sono quasi 24mila quelli provenienti da tutto il Nord Africa. Non solo queste persone vivono illegalmente in Italia, ma lo fanno compiendo crimini a destra e a manca, perché tanto sanno che, anche se verranno arrestati, toccherà loro al massimo qualche ora di galera».