Vitto e alloggio, ecco le «folli» spese dei milanesi

La vita a Milano è carissima. I prezzi delle case sono alle stelle. La moda? Solo per pochi eletti. Sono solo alcuni dei luoghi comuni che si sentono ripetere sulla nostra città. Ma sarà tutto vero? Stando ad una recente indagine della Camera di Commercio (elaborazione su dati del Comune di Milano, www.milano.consumi.info e Economist Intelligence Unit) in effetti la vita nel capoluogo lombardo non è proprio economica e la «saggezza popolare» nasconde un fondo di verità: se si considera il costo dell’abbigliamento, Milano risulta essere la città europea più cara. Il gusto e la raffinatezza, insomma, si pagano. Fortunatamente, però, ci sono alcune voci di spesa che controbilanciano questo salasso: da noi conviene darsi ai vizi (se si considera la spesa per alcolici e tabacco, Milano si attesta come la città meno cara in assoluto, insieme a Roma), o alle attività casalinghe (considerando i costi degli utensili per la casa ci attestiamo al trentesimo posto nella classifica europea). Facendo una media la città meneghina si attesta al diciassettesimo posto, superata, tra le altre, da Londra, Parigi, Berlino e Madrid ma seguita da Roma. Fin qui i confronti. Ma, in pratica, come vivono le famiglie milanesi?
Difficile individuare una famiglia «tipo». La spesa mensile media si attesta sui 2.125 euro, ma varia molto a seconda del reddito familiare - si va dai 1177 euro per i nuclei con un reddito inferiore ai 15mila euro (meno 45 per cento rispetto al valore medio) ai 5.963 dei nuclei che superano i 100mila euro annui (più 177 per cento rispetto al valore medio).
Le entrate, però, non sono l’unica variabile ad incidere sui consumi: a pesare sono anche le differenze «geografiche» - chi vive in centro spende il 36 per cento in più di chi vive in periferia -, l’età e la professione del «capofamiglia» - le famiglie di dirigenti ed impiegati sono quelle che spendono di più per il tempo libero e la cultura - e la composizione del nucleo familiare - la spesa media più elevata, 3.108 euro, si registra nelle famiglie con figli -. Tornando, come impone la «legge del pollo» ad un’ipotetica famiglia media, si scopre che la casa rappresenta la principale voce nel bilancio delle famiglie: 469,31 euro mensili, pari al 21,8 per cento della spesa totale. Pagata la rata del mutuo, il canone d’affitto, le spese condominiali, la seconda priorità delle tasche milanesi sono i beni alimentari, 344 euro, il 16 per cento del totale, mentre la terza posizione spetta agli altri beni e servizi (335,58 euro, il 15,5 per cento del totale) con i viaggi in pole position. Il fanalino di coda, l’istruzione, per cui si spende 28.44 euro al mese, l’1.3 per cento del totale.
Alla voce risparmio, invece, le famiglie più virtuose sono quelle con figli che, in media, riescono ad accantonare 1.326 euro mensili, mentre all’estremo opposto stanno i single, con 20.5 euro. Mamme e papà formichine e single cicale? Alle mini- interviste seguenti l’ardua sentenza.