Al voto da soli, i 5 Stelle cercano i candidati

Alleanze scartate. Gli eletti uscenti sognano Roma: non si ricandidano nei Comuni

Alberto Giannoni

«Meglio soli che male accompagnati». In casa 5 Stelle neanche un passo indietro su una regola che non ammette eccezioni. Il Movimento non fa alleanze né prima né dopo il voto, pensano i grillini lombardi, molto scettici sui retroscena che descrivono come possibile un patto con la Lega per governare dopo il voto su posizioni anti-euro o «sovraniste». In Lombardia non ci sarà neanche un Comune in cui i «grillini» non correranno soli. Solo una cosa sarà uguale in tutte le realtà, come detto: nessuna alleanza: i 5 Stelle sono all'opposizione del centrodestra e all'opposizione del Pd.

Quanto ai candidati, a Lodi il nome è già uscito: Massimo Casiraghi. A Sesto sarà votato l'11 febbraio, a Legnano è già stato votato e ai primi febbraio sarà presentato. A Cernusco si saprà venerdì. Nel giro di qualche settimana tutte le caselle saranno definite, e come detto ogni comune deciderà a modo suo: a Como si voterà, a Sesto lo stesso, a Lodi forse no, ad Abbiategrasso la scelta sarà frutto di un ragionamento. A proposito di elezioni locali, va detto che il Movimento 5 Stelle, a Milano e non solo, ha una peculiare difficoltà, quella di raccogliere voti «arrabbiati» nella regione che sta meglio, economicamente e non solo. Non è facile, insomma, sfondare in questo pezzo d'Italia produttiva e riformista. A questo problema, che puntualmente viene confermato nelle amministrative, se ne aggiunge un altro: la classe dirigente e l'appeal dei candidati. Difficile per tutti i partiti, oggi, trovare candidati credibili. I 5 Stelle incontrano un problema inedito: gli uscenti non si ricandideranno. La scelta, praticamente senza eccezioni nei Comuni che vanno al voto, è legata alla regola che impone agli eletti un numero massimo di due mandati, dal Comune più piccolo al Senato. Con i sondaggi che circolano, e con la speranza di una vittoria elettorale politica, sono in molti a sognare un posto a Roma. Ambizioni, legittime e comprensibili: gli eletti nei Comuni lombardi coltivano la speranza di fare il secondo (e ultimo) mandato da parlamentari a Roma, sull'onda di un (auspicato, da loro) trionfo politico.

Commenti

Trinky

Gio, 26/01/2017 - 15:28

Ma oltre a loro stessi, nessuno dei simpatizzanti degli altri partiti li voterebbe..... Si sono illusi di aver vinto da soli a Roma e Torino, vedremo quando torneranno sulla terra....