La Zona 7 ricorda i soldati alleati: «Una storia dimenticata da troppi»

Bestetti ritorna come presidente al cimitero militare di Trenno

C'è tutto l'universo mondo della sinistra politica e sindacale, nei cortei della Liberazione. C'è una rassegna incredibile di simboli, sigle, slogan e bandiere, ma chi sfila con la bandiera americana rischia la contestazione: assurdità di un 25 aprile a volte così fazioso da negare il contributo dei veri liberatori del Paese, le truppe alleate.

Per questo l'azzurro Marco Bestetti, negli ultimi anni, ha scelto - da privato cittadino - di celebrare questa data storica proprio rendendo omaggio ai soldati alleati, come quelli (421) che riposano nel cimitero militare di Trenno. Lo ha fatto lo scorso anno da candidato presidente del municipio 7 e quest'anno è tornato da presidente eletto, insieme a un assessore comunale, il radicale Lorenzo Lipparini, che proprio a Trenno ha incontrato l'anno scorso, sul fronte opposto di una campagna elettorale che avrebbe premiato entrambi. «Da privato cittadino - racconta Bestetti - ho sempre fatto lì il 25 aprile. L'anno scorso in campagna elettorale avevo promesso a me stesso, e a quei giovani soldati, che avrei fatto qui le celebrazioni ufficiali e istituzionali. Penso che non ci sia niente di più grande che sacrificare la vita per la libertà di qualcun altro d è quello che hanno fatto quei 421 ragazzi, soldati del Commonwealth, per la stragrande maggioranza ventenni. La loro storia mi tocca in modo particolare ed era doveroso rendere omaggio al loro sacrificio, mi spiace che non sia mai stato fatto, e che le istituzioni siano sempre state assenti. Moltissimi non conoscono neanche l'esistenza di questo luogo a Milano». Il cimitero è tenuto, con grande cura, dalle autorità consolari, che sono state addirittura sorprese dall'invito, cui hanno risposto con entusiasmo, proprio come la fanfara dei Carabinieri, che ha suonato il silenzio durante la deposizione di una corona e poi l'inno Italiano. I Radicali dell'associazione «Enzo Tortora» hanno sottolineato come, «per la prima volta», la celebrazione sia stata inserita nell'elenco delle cerimonie ufficiali del Comune di Milano. L'assessore ha spiegato di non aver indossato la fascia per ragioni burocratiche, ma ha scritto: «Patria europea, Brigata ebraica, commemorazione delle vittime dimenticate della guerra di liberazione. Quest'anno la festa del 25 aprile è all'insegna di libertà e democrazia». E Bestetti vuole andare avanti. «Il nostro impegno - ha commentato - è che questo diventi un appuntamento fisso, che si inserisca nel calendario ufficiale e coinvolga anche le scuole. I ragazzi, come naturale, danno per scontati valori di libertà e democrazia, che scontati non sono. Mi piacerebbe molto che si rendessero tutti conto che fra queste lapidi bianche non ci sono solo nomi ma ragazzi, figli, mariti che si sono sacrificati per dare a noi la libertà. E l'anno prossimo inviteremo anche il sindaco».

AlGia