Mille firme contro la moschea

Sergio Bagnoli

da Albenga

Sono tanti, più di mille, appartengono ad ogni ceto sociale ed ideologicamente fanno capo a tutti i partiti, anzi, se proprio vogliamo essere esatti, in buona parte sono simpatizzanti della sinistra, sono cioè quegli stessi elettori che la scorsa primavera hanno decretato la vittoria del sindaco Antonello Tabbò, dei democratici di sinistra. In comune hanno una paura: che la nascita di un centro di culto islamico, di considerevoli proporzioni, nella loro città, Albenga, possa fungere da catalizzatore per tutti i musulmani, tra cui parecchie teste calde, del ponente ligure, anche perché molto probabilmente, accanto alla moschea dovrebbe sorgere una vera e propria Madrasa, cioè una scuola islamica dove poter istruire i giovani facinorosi di quella religione, all’odio ed al disprezzo verso la cultura occidentale.
«Se aprono la moschea chiudo il negozio - ci dice un commerciante - tanto qui di clienti non ne verranno più». A spiegare con calma le cose è Ferdinando Gerosa, uno dei promotori dell’iniziativa: «Vogliamo solo informare il Sindaco delle nostre titubanze in ordine al progetto, non siamo contro il popolo musulmano che lavora duramente da mattina a sera, semplicemente richiediamo che il luogo di culto sia spostato altrove».