Mm ha un'idea: case con lo sponsor per ridurre le spese

Il presidente Davide Corritore lancia la proposta sul modello di un'iniziativa nata a Berlino

Il sasso lo ha lanciato. Davide Corritore, presidente di Metropolitana Milanese, apre ai privati per la ristrutturazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica che il Comune ha affidato nove mesi fa alla sua società. L'obbiettivo «vuoto zero», cioè l'assegnazione di tutti gli appartamenti disponibili, si può raggiungere in cinque anni. E anche grazie al supporto di privati: «Se esistono fermate del metrò costruite grazie ai finanziamenti privati – ha domandato Corritore - perché non si possono coinvolgere anche per le case popolari?».

Il presidente di Mm ha poi esplicitato il suo pensiero: «Non posso pensare che la città di Expo sia soltanto la città che si occupa degli eventi e non diventi anche la grande sede di aziende, marchi di brand e investimenti che stanno arrivando: sono appena stato a Berlino e mi ha colpito vedere negli insediamenti di case popolari i marchi delle aziende che contribuivano con servizi, che non è sponsorizzazione, all'obiettivo e ho capito quanto anche quel mondo può contribuire». L'occasione di questa apertura è stato l'annuncio dell'anagrafe dei residenti delle case popolari che la società di servizi promuoverà dal 16 novembre. Uno strumento in più per poter gestire al meglio il patrimonio di 28.791 alloggi affidatogli dall'1 dicembre 2014 dal Comune. E uno in più rispetto a quello usato per monitorare la soddisfazione degli inquilini che si basa su 120 parametri. Ma questi sono alcuni dei numeri snocciolati da Mm per dimostrare che nei suoi nove mesi di gestione la situazione ha cambiato passo: 2400 interventi di manutenzione, 10mila appuntamenti evasi, 479 alloggi recuperati e la creazione di tre sedi territoriali di riferimento a cui si aggiungerà una quarta entro fine anno.

Ma è proprio dagli uffici, proprio delle centrali di Senigallia, Civitavecchia, Spaventa e Forze Armate, che qualcuno lamenta i maggiori disagi: «Nelle nostre case che sono nuove e dovrebbero essere il fiore all'occhiello dell'azienda – denuncia Marco Angioni, che ha provato a intervenire durante il convegno ma è stato zittito dall'assessore comunale Daniela Benelli – siamo rimasti senza ascensore per 25 giorni e tutto questo ascolto per gli inquilini, al momento, sono solo parole: per ora ho trovato tanta arroganza e poca disponibilità all'ascolto e io abito di fronte agli uffici».

La questione delle case popolari è tutto meno che una passeggiata e lo dimostrano i numeri: in Italia ci sono 770mila alloggi, per un introito dato dagli affitti di 875 milioni di euro, con una morosità media del 26%, e 290 milioni di spese condominiali, per un morosità del 53%, e 39mila persone che occupano una casa senza titolo. Come ha sottolineato Luca Talluri di Federcasa: «In questo momento si decide cosa sarà di questo immenso patrimonio edilizio costruito in 100 anni dagli italiani. Si attende la legge di Stabilità per sapere su quali finanziamenti potrà contare il settore».

Commenti

FRANZJOSEFVONOS...

Mer, 16/09/2015 - 19:38

GIUSTISSIMO MA SE POI E' UNA DITTA DI POMPE FUNEBRI OPPURE UNA FAMOSA DITTA DI NEGOZI PORNOGRAFICI CHE METTETE NEI TABELLONI?