Al Baghdadi, la Russia diffonde la foto dei bombardamenti

Il ministero della Difesa russo ha diffuso su Twitter la foto dei bombardamenti dello scorso 28 maggio in Siria, sotto i quali sarebbero morti più di 300 terroristi, tra cui il califfo dello Stato islamico, Abu Bakr Al Baghdadi. L'uccisione del numero 1 dell'Isis non è ancora stata confermata.

Il raid in cui sarebbe stato ucciso Al Baghdadi ha colpito un "Consiglio militare dello Stato islamico" a sud di Raqqa. "Secondo informazioni in corso di verifica attraverso vari canali, il leader dello Stato islamico era presente all'incontro".

Il ministero della Difesa russo aggiunge che il Consiglio militare si era riunito per discutere del piano di ritiro dello Stato islamico a Raqqa attraverso il "corridoio meridionale". I russi affermano che il raid è stato condotto tra le 21:35 e le 21:45 dell'ora di Greenwich il 28 maggio scorso dopo l'individuazione attraverso un drone del luogo preciso attraverso l'incontro. Mosca afferma di aver avvertito Washington del raid attraverso i canali di comunicazioni esistenti. A compiere il bombardamento sono stati i velivoli Sukhoi 34 e 35.

L'ultimo messaggio di Al Baghdadi

L'ultimo messaggio pubblico di Al Baghdadi risale all'inizio della battaglia per la liberazione della città irachena di Mosul, nel novembre del 2016. "Questa (...) guerra totale e la Grande Jihad che lo Stato islamico sta combattendo oggi aumentano solo la nostra ferma convinzione, Dio volendo, che tutto questo sia un preludio alla vittoria", aveva detto Al Baghdadi in un messaggio audio a lui attribuito. "Non ritiratevi. Mantenere la posizione con l'onore è mille volte più facile che ritirarsi nella vergogna", aveva detto ancora il califfo. "A tutte le persone di Ninive (provincia settentrionale irachena), soprattutto ai combattenti: non siate deboli di fronte al vostro nemico", aveva aggiunto il leader dello Stato islamico. I servizi di intelligence ritengono che Al Baghdadi abbia trascorso gli ultimi mesi tra Raqqa, in Siria, e Mosul, in Iraq. La sua unica apparizione pubblica risale al discorso alla Grande moschea di Al Nouri, a Mosul, il 19 giugno 2014, quando il "califfo" si proclamò "difensore di tutti i musulmani".