Il castello di Osaka, tra grattacieli e gli antichi samurai

La terza città del Giappone conserva il cuore antico della prima capitale del Sol Levante. Il fascino senza tempo dell'Osaka-jo, il monumento più visitato di tutta la nazione

Osaka è la terza città più grande del Giappone. È la “capitale” della regione del Kansai, una delle aree più fertili dell’intero arcipelago nipponico. C’è riso in abbondanza, pesce in quantità e si vive vicino ai rinomatissimi allevamenti bovini di Kobe, la carne più pregiata (e costosa) del mondo.

Sarà forse per questo che appena arrivi lì ti accorgi di una differenza (non da poco) tra la gente di Osaka e quella delle altre città giapponesi. Le persone sono addirittura espansive, pronte a lanciarsi senza paura in conversazioni di ogni genere. Non temono di zoppicare nell’inglese e se sei fortunato, in metropolitana trovi pure un ragazzo del posto, un ferroviere, che studia l’italiano (grazie ai programmi radiofonici) e non vede l’ora di provare i suoi progressi e di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’Italia.

I tassisti, di solito imbronciatissimi, qui ti chiedono curiosi cosa ci fai in Giappone, vogliono sapere se hai provato tutto ma proprio tutto della loro cucina e sono pronti a indicarti l’intero calendario del sumo nazionale e a parlare di calcio. A Osaka, la vita si si vive con più leggerezza.

E sarà (anche) per questo che non s’offendono se gli altri giapponesi tentano di sminuire la bellezza della loro città. A dirla tutta, non è che Osaka sia una meta squisitamente turistica. Quello che c’è, però, è affascinante e rappresenta la pietra fondativa di quello che è il Giappone moderno.

L’Osaka-jo è l’antico castello della città di Naniwa, vecchio nome dell’attuale metropoli. Fu fondato nel sedicesimo secolo da Toyotomi Hideyoshi. Era un nobile guerriero che s’era messo in testa di riunire tutto il Sol Levante sotto il suo potere. E di cominciare da lì, da quella che poi sarà Osaka. Fondò nel 1583 il castello sul sito di un vecchio tempio che era stato fondato poco meno di cent’anni prima, nel 1496. Dalla fortezza, lanciò la sua sfida alla storia.

L’Osaka-jo è il monumento più visitato di tutto il Giappone. Al sito si accede tramite diversi cancelli. Le torrette bianche fanno la guardia, sormontate dagli shachihoko, appollaiate su costoni di pietre sbilenche che si specchiano in un fossato. Come l’Ho-o in vetta al Padiglione d’Oro della vicina Kyoto, gli Shachihoko sono degli animali leggendari. Hanno la testa di drago e il corpo di pesce. Ce n’è uno in cima a ogni torretta, sull’edificio principale del Castello è d’oro. Venivano ritenuti esseri meravigliosi, in grado di proteggere gli edifici della pioggia e dagli incendi.

Al torrione si arriva dopo aver superato un’altra cintura di edifici e di porte. Storicamente avrebbero dovuto difendere il bastione interno nel caso che la soldataglia avversaria fosse riuscita a violare la cinta esterna. Tra le porte più famose, il Sakuramon composto da pietre irregolari, su cui – almeno in teoria – sarebbe stato possibile arrampicarsi. Nel caso, la struttura più importante dell'antica guarnigione poteva contare (oltre che sui pesci-drago) sulla forza delle fusetora, le tigri (d'oro) poste a protezione dell'ultimo piano del torrione.

Il cuore dell’Osaka-jo è stato modernizzato, e di molto, al suo interno. Su otto piani, a cui si accede tramite rampe di scale e ascensori: si tratta di un vero e proprio museo. Allestite mostre permanenti ed esposizioni multimediali, plastici e ricostruzioni di battaglie, edifici perduti e momenti storici. Agli occhi dei turisti – cui sono vietate le foto – sono offerti rotoli storici e armature antiche, oltre che la ricostruzione della grande sala da té.

Spettacolo nello spettacolo in cima. Si raggiunge il punto più alto del torrione e affacciandosi sulle balaustre, a una manciata di centimetri dai pennoni, si può osservare l’intero panorama ultramoderno e scintillante della città. Il futuro si ammira bene solo dalle altezze della storia.