Chi era Oskar Piazza, lo speleologo italiano ​ucciso dal sisma in Nepal

Si trovava in Nepal insieme a tre compagni, anche loro italiani. Come lui non ce l'ha fatta la marchigiana Mancinelli. Salvi gli altri due

È stata la compagna Luisa Zampini, responsabile della centrale di emergenza del Trentino, a confermare la sua morte.

Oskar Piazza, uno degli speleologi italiani dati per dispersi in Nepal, non ce l'ha fatta. È rimasto ucciso da una frana che ha colpito l'area di Langtang, dove si trovava insieme ai compagni. Con lui è morta anche Gigliola Mancinelli, anestesista e istruttrice della scuola medici del Cnsas.

In Nepal hanno perso la vita anche i trentini Renzo Benedetti e Marco Pojer, mentre è rimasta ferita Iolanda Mattevi.

Membro del Soccorso alpino del Trentino, speleologo della Scuola nazionale tecnici, Oskar Piazza era anche il vicedirettore della Scuola nazionale forre. La squadra con cui si trovava in Nepal stava esaminando alcune forre nell'area di Langtang.

Il villaggio è stato travolto dalla terra e dai detriti, dopo le scosse che sabato hanno messo in ginocchio il Nepal. Le comunicazioni difficili hanno permesso soltanto oggi a chi è rimasto in Italia di sapere della sorte di Piazza e dei suoi compagni. "Vado a prendermelo - ha detto la compagna di Piazza all'Ansa -. Sembra impossibile che sia morto".