"Cina ha accordato privilegi commerciali ad aziende di Ivanka Trump"

I democratici hanno reagito alla notizia dei presunti “favori” cinesi alle aziende di Ivanka Trump rivolgendo parole di fuoco all’indirizzo della famiglia del tycoon

La Cina, nell’ambito delle trattative con gli Usa dirette a mettere fine alla guerra commerciale tra i due Paesi, ha in questi giorni, a detta dei media statunitensi, riconosciuto come “marchi protetti” diversi prodotti americani, tra i quali vi sarebbero anche alcuni realizzati dalla holding di proprietà di Ivanka Trump.

In base a quanto riportato dagli organi di informazione, Pechino avrebbe infatti accordato una “protezione speciale” alle aziende della figlia del tycoon al fine di “persuadere” l’inquilino della Casa Bianca a recedere dai suoi propositi protezionistici. Ad avviso dei quotidiani nazionali, il gigante asiatico avrebbe promesso “esenzioni tariffarie” a ben 5 prodotti delle aziende di Ivanka: articoli per l’infanzia, occhiali da sole, abiti da sposa, consulenze finanziarie e servizi di valutazione delle opere d’arte. Sempre secondo le informazioni fornite dalla stampa americana, i delegati di Pechino avrebbero anche assicurato alle autorità di Washington che tali beni e prestazioni forniti dalla holding della figlia del presidente Usa godranno di “protezioni dai controlli burocratici cinesi”.

La notizia relativa alle “concessioni” di Pechino nei confronti dell’imprenditrice non è stata per il momento confermata né dalle autorità dell’ex “Celeste Impero” né dalla Casa Bianca. Neanche lo staff della donna ha fornito commenti sulle indiscrezioni giornalistiche. Tuttavia, all’indomani della pubblicazione degli articoli in questione i democratici hanno subito rivolto parole di fuoco all’indirizzo della famiglia Trump.

Ad esempio, la senatrice Elizabeth Warren, uno dei candidati liberal alle presidenziali del 2020, ha accusato il tycoon di utilizzare il negoziato commerciale con la Cina non per promuovere gli interessi del popolo americano bensì per “estorcere favori per i propri familiari”. Forti critiche ai presunti “privilegi” elargiti da Pechino ai beni e servizi forniti dalle aziende di Ivanka sono state espresse anche da un altro partecipante alle primarie democratiche, John Delaney. Costui, imprenditore con alle spalle cinque anni da deputato, ha attaccato la figlia del presidente bollandola come “spregiudicata” e “intenta a sfruttare per esigenze personali l’incarico pubblico ricoperto dal padre”.