L'uomo di Breitbart a Roma: "In Italia Trump guarda a M5S e Lega"

L'ammirazione per Putin, il dialogo con Papa Francesco, la simpatia per i partiti euroscettici come il Movimento 5 Stelle e la Lega e il dibattito sulle fake news: Thomas Williams, il corrispondente di Breitbart a Roma, racconta il presidente americano Donald Trump

Le cosiddette “fake news” sono assurte al rango di emergenza globale dopo l’elezione di Trump alla Casa Bianca. Molti commentatori sono concordi, infatti, nell’affermare che siano state proprio le cosiddette “fake news” ad aver agevolato l’ascesa delle destre populiste ed euroscettiche in Europa e ad aver favorito la vittoria di Trump su Hillary Clinton negli Stati Uniti. Per questo ora, i governi europei, non ultimo quello tedesco, stanno correndo ai ripari e si affrettano a varare misure di contrasto alla diffusione di false notizie in rete. Nel caso di Trump, secondo gli stessi commentatori, sarebbe stato, infatti, Breitbart News, il sito ultraconservatore diretto per anni da Steve Bannon, guru di Trump ed attuale consigliere e stratega del presidente americano, ad aver dato la spinta decisiva per la corsa alla Casa Bianca di The Donald. Ma le accuse di “xenofobia” ed “islamofobia” rivolte al sito che fu di Bannon, vengono respinte al mittente dall’inviato di Breitbart a Roma, Thomas Williams. “Sono etichette che vengono usate per smontare le argomentazioni dell’altro quando non si hanno argomenti sufficientemente validi”, spiega, infatti, Williams, che mercoledì è intervenuto ad un convegno sul tema, organizzato alla Camera dei Deputati dal Centro Studi Machiavelli, al quale oltre a Williams, sono intervenuti Guglielmo Picchi della Lega, Piero Vietti de Il Foglio, Dario Citati e Daniele Scalea, dello stesso think tank.

Trump e Bannon: due personalità diverse, un'unica visione

Proprio per l’accusa di diffondere false notizie, pochi giorni fa a Breitbart è stato negato l’accredito al Senato americano. “Se la notizia fosse confermata mi sorprenderebbe, perché c’è un rapporto molto stretto tra la Casa Bianca e Breitbart”, dice Thomas Williams, intervistato da ilGiornale.it, a margine del convegno. L’ex direttore di Breitbart, Steve Bannon, infatti, è l’uomo più ascoltato da Trump assieme al genero Jared Kushner. Perché? Ce lo spiega lo stesso Williams, che Bannon lo conosce da anni. “Trump e Bannon hanno in comune la visione del mondo, della politica e dello Stato”, spiega l’inviato di Breitbart a Roma, “tutti e due credono che lo Stato amministrativo sia diventato troppo invadente e che debba essere ridimensionato, che ci sia ingenuità verso il problema dell’Islam radicale, che un’immigrazione incontrollata sia pericolosa per il Paese, e che alcuni trattati fra gli Stati Uniti e altri gruppi o Paesi siano controproducenti per il popolo americano”. Le differenze stanno nella personalità: “Trump è molto focoso, diretto, persino impulsivo, è un uomo d’azione”. “Bannon invece è un intellettuale, conosce bene la storia, legge tantissimo, ragiona sui grandi temi e sulle epoche, questo è quello che lui aggiunge a questa amministrazione”, spiega Williams.

L'ammirazione per Putin e il dialogo con Papa Francesco

Ma, oltre ad essere “diretto” e “impulsivo”, Trump è soprattutto un “realista”. Così Williams, descrive il presidente americano. Ed è in questa chiave che devono essere interpretati i rapporti con gli altri grandi protagonisti dello scenario internazionale. “Trump cerca la collaborazione con la Russia e con Putin”, spiega Williams, “di Putin ammira la forza e altre qualità, ma conosce anche i suoi trucchi e sa che Putin è molto furbo, per questo non lo lascerà fare e non si lascerà calpestare da Putin, come invece è successo con Obama”. Realismo anche con Papa Francesco, il papa dei “ponti e non dei muri”, con cui, assicura Williams, ex sacerdote e vaticanista, Trump cercherà il dialogo. “Io credo che ci debba essere un dialogo tra il papa e Trump”, spiega Williams, “Trump lo sa, e lo sa anche il papa, che, infatti, è stato sempre molto prudente”. “Quando ha parlato di quel muro”, spiega Williams facendo riferimento alla barriera al confine con il Messico, “ha parlato di muri, senza fare riferimenti specifici”. Nonostante le differenze, l’inviato di Breitbart a Roma crede che tra Trump e Francesco siano molti di più i punti in comune: “La difesa della famiglia, della libertà religiosa, l’importanza della fede per una nazione, la tradizione giudaico-cristiana come fondamento della civiltà occidentale”. I due, dice Williams, potrebbero incontrarsi già a maggio, quando Trump verrà in Italia per partecipare al G7 di Taormina. Ma per, ora, “non ci sono ancora trattative, nemmeno a livello informale”.

Trump strizza l'occhio a M5S e Lega

E come la prenderebbe, invece, la Casa Bianca se alle prossime presidenziali in Francia vincesse Marine Le Pen? “Ci può essere un desiderio che qualcuno vada meglio o vada peggio, ma non c’è un supporto ufficiale ai partiti populisti europei”, spiega Williams. Sicuramente però, anticipa l’uomo di Bannon a Roma, il presidente americano preferisce dialogare con i governi dei singoli Stati piuttosto che con Bruxelles. “Tratterà sicuramente con l’Unione Europea, ma crede che siano molto più importanti i rapporti bilaterali con ogni Paese, e nel caso dell’Italia c’è una grande storia di amicizia, che possiamo sperare si sviluppi ulteriormente”, spiega Williams. In Italia, Trump è pronto “a lavorare con qualsiasi governo”, continua, ma se potesse scegliere tra i partiti italiani, probabilmente, preferirebbe “il Movimento 5 Stelle e la Lega”. “Quello che accomuna i partiti populisti, e Trump si considera un populista, è quello di essere contrari a certe cose, in questo senso l’euroscetticismo è un punto in comune con questi due partiti”, chiarisce Williams, che alla Camera è ospite di Guglielmo Picchi, il deputato della Lega che lo scorso giugno organizzò l’incontro tra Salvini e Trump, e che, ora che Trump è diventato presidente, lavora per costruire un canale tra il Carroccio e la nuova amministrazione americana. "Con la Lega ci sono punti in comune anche sulla questione dell’immigrazione di massa e sul nazionalismo”, spiega il corrispondente di Breitbart. Finora, però, tra il presidente americano e il leader leghista o quelli pentastellati, non c’è stato nessun contatto ufficiale.

Commenti

DemyM

Gio, 30/03/2017 - 13:11

Come potra Trump dialogare con i 5* che, prima di decidere cosa fare e/o dire devono aspettare l'ok da Grillo? Parlano di democrazia ma, nei fatti, lasciano la decisione finale ad un solo uomo, come se fosse il vangelo in assoluto. Ci sono, sicuramente, buoni propositi da parte dei 5* ma,..............come si fa a programmare/pianificare la gestione di un Paese difficile come l'Italia sulla base della volonta imperialista personale di Beppe Grillo? Se l'esperienza di Roma e parte della loro "presentazione" per governare, allora siamo messi molto male.

alberto_his

Gio, 30/03/2017 - 13:25

Silvio non è nemmeno più considerato... hanno ben chiaro che il suo giorno è tramontato da un pezzo

Ritratto di Nahum

Nahum

Ven, 31/03/2017 - 06:39

L'internazinale della incompetenza e dello sfascio --- Non c'è da stare allegri ---- Questa gente ci porterà alla rovina e quando ce ne renderemo conto sarà troppo tardi