Donald Trump spiato, ecco la "gola profonda" dietro allo spionaggio: Susan Rice

Emergono nuovi particolari sull'ipotesi che Donald Trump sia stato spiato e spunta il nome di Susan Rice, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama. È lei la "gola profonda"?

Donald Trump è stato o no spiato volontariamente dalla passata amministrazione statunitense? La questione resta in sospeso e al di là delle smentite ufficiali, cominciano a venir fuori particolari potenzialmente probanti. Il nome balzato fuori nelle ultime ore, infatti, è quello di Susan Rice, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama. Come riportato in questo pezzo pubblicato su Dagospia, dunque, la questione comincia a farsi più seria del previsto per l'ex presidente dem.

Susan Rice, infatti, sarebbe la persona che avrebbe dato seguito alle preoccupazioni di Obama riguardo la discesa in campo di Donald Trump. Preoccupazioni che si sarebbero concretizzate in un vero e proprio atto di spionaggio, a questo punto, forse molto poco "accidentale". La questione, insomma, è complessa ed anche Fox, la televisione tradizionalmente vicina alle posizioni repubblicane ma lungi dal poter essere attaccata di diffondere "fake news", comincia ad occuparsene seriamente. Donald Trump, del resto, insiste sul fatto che la Rice lo fece intercettare per conto di Obama. L'operazione messa in atto dall'amministrazione dem, poi, sempre secondo quanto sta trapelando in queste ore dai media americani, sarebbe iniziata ben prima della fase di transizione ed anzi avrebbe riguardato la stessa discesa in campo di quello che oggi è il presidente degli Stati Uniti d'America.

Un'altra ipotesi circolata in queste ore è quella che vede la Rice spifferare i nominativi dei coinvolti nelle intercettazioni accidentali. Le versioni continuano ad essere molteplici, ma la densità d'informazioni riguardo al caso cresce costantemente e potrebbe costituire un serio problema per l'immagine di Obama. Il coinvolgimento della Rice, sempre secondo quanto riportato da Dagospia, infatti, è: " La vera importante rivelazione di questi giorni, che chiama in causa indirettamente ma vistosamente l'ex presidente, ed è lei (riferito alla Rice) l'alto esponente del governo che senza nominarlo Devin Nunes, presidente della commissione Intelligence della Camera, aveva indicato grazie alla collaborazione fornita da due collaboratori importanti della Rice, che hanno deciso di parlare".

Susan Rice, per ora, ha smentito qualunque coinvolgimento dentro questa presunta operazione di spionaggio. Anche Rand Paul, senatore del Kentucy ed ex candidato alle primarie repubblicane si è espresso in merito, chiedendo se l'azione della Rice fosse o no direttamente legata ad un ordine diretto impartito da Obama. A quanto si legge la Rice avrebbe ordinato o coordinato lo spionaggio non solo su Donald Trump, ma su tutta la squadra della sua campagna elettorale, quindi anche sul team di transizione che avrebbe poi preso le redini della Casa Bianca. Lo scandalo, in fin dei conti, rischia di allargarsi e di investire pesantemente l'operato di Obama, dipinto sin'ora dalla maggior parte dei media progressisti come cristallino ed inoppugnabile. Quando Donald Trump annunciò su twitter di aver scoperto d'essere stato spiato venne preso poco sul serio. Da qualche ora a questa parte, però, la veridicità di quelle affermazioni comincia a consolidarsi, nonostante questa notizia stia passando solo sui canali non allineati ai democratici americani.

Commenti

DemyM

Mar, 04/04/2017 - 17:48

Se cio venisse provato cosa accadrebbe a Osama Bin Obama,Guantanamo?

glasnost

Mer, 05/04/2017 - 14:34

Ma questo Obama "cristallino ed inoppugnabile" nonché nobel x la pace, non ha proprio come abitudine quella di far spiare tutti? Inclusi i capi di Stato stranieri????