Hollywood, il documentario sull'ombra della pedofilia

Hollywood ancora al centro di scandali. Un documentario svelerebbe l'esistenza di una vera e propria rete di pedofili

Hollywood e le violenze sessuali, un inquietante legame che sembra rafforzarsi di giorno in giorno. Weinstein, Spacey e Hoffman sono solo i nomi più recenti e gettonati di un elenco di protagonisti allungatosi di anno in anno. Ma c'è un altro, ancor più mostruoso, morbo che serpeggia tra le strade del quartiere situato a nord-ovest della città di Los Angeles:la pedofilia. L'esistenza di pedofili seriali ad Hollywood è un fatto chiacchierato, ma mai esploso definitivamente nelle cronache giornalistiche. A riportare alla luce la presenza di questo allarmante fenomeno, sta contribuendo un documentario uscito in pochissime sale nel 2015, ma tornato prepotentemente d'attualità in questi giorni grazie all'emersione delle vicende legate a Weinstein. An Open Secret è un'inchiesta video, disponibile su Vimeo gratuitamente, che indaga su casi d'abusi sui minori perpetrati all'interno della più famosa e celebre industria cinematografica del mondo. Il documentario comincia analizzando il commercio di foto pedopornografiche dei giovani attori hollywoodiani che avverrebbe su Ebay. A metterle in vendita, secondo quanto mostrato da Amy Berg, autore del documentario, sono gli agenti delle giovani star. Altre testimonianze presenti nell'inchiesta, poi, evidenziano come alcuni agenti abbiano costretto i piccoli attori a dormire con loro oppure a partecipare a pigiama party e feste nudiste in piscina, con tanto di alcool e farmaci al seguito. Solo uno degli accusati presenti nel video si sarebbe dimesso dagli organi di rappresentanza ufficiale. Indizi che fanno pensare che il prossimo grande scandalo sessuale che travolgerà l'industria cinematografica americana potrebbe riguardare la pedofilia.

Elijah Wood, celebre per aver interpretato il ruolo di Frodo nel Signore degli Anelli, ha dichiarato più di un anno fa che ad Hollywood: "Ci sono un sacco di persone pronte ad approfittarsi sessualmente di giovani attori". "La pedofilia è un problema diffuso", ha aggiunto. E ancora: "C'è dell'oscurità nel sottobosco di quell'ambiente. Ciò che mi colpisce di queste situazioni è il fatto che le vittime non posso parlare, al contrario di chi invece ha il potere in mano". E proprio sull'impunità degli orchi in questione, l'hobbit cinematografico si è interrogato in quell'intervista. Perché questo genere di denunce e segnalazioni non trovano riscontro nelle aule giudiziarie? Persone forse troppo potenti per essere messe in discussione? Qualche giorno fa Corey Feldman, star dei Goonies, che da anni denuncia pubblicamente l'esistenza della pedofilia ad Hollywood, ha annunciato un progetto che a suo dire cambierà il mondo dello spettacolo: "Ho intenzione di rivelare [quello che accade nel mondo del cinema, n.d.r.], girando un film che sarà la rappresentazione più vera e onesta degli abusi sui bambini mai portata sullo schermo. Racconterò la mia vicenda personale con estrema sincerità e totale realismo. Senza modifiche, senza censure e senza nessuno studio dietro. Io farò il film, io lo dirigerò, io lo produrrò e io lo distribuirò, per garantire che esca nelle sale grazie alle vostre donazioni". Un film denuncia, quindi, che nelle intenzioni dell'autore è destinato a smascherare per sempre un mondo tanto sommerso quanto sconvolgente.

Nel 2014, Michael Egan, un ex attore-bambino, ha accusato di pedofilia Bryan Singer, regista di X Men. Singer ha negato la fondatezza delle accuse. Sempre Egan, poi, ha coinvolto nelle sue dichiarazioni altri "personaggi potenti, coinvolti in uno schema di abusi sistematici alla fine degli anni Novanta in cui ragazzini come Egan venivano adescati per partecipare a orge in cambio di una promettente carriera nel cinema e minacciati di violenza se rifiutavano di cedere agli orchi". Si tratterebbe di David Neuman, Gary Goddard e Garth Ancier. Accuse datate di cui per ora, almeno sui media tradizionali, non si parla più. Alla reale e concreta esistenza di una vera e propria rete di pedofili, inoltre, sarebbero, secondo alcuni, collegabili casi di tossicodipendenza e di morti premature tra i giovani attori hollywoodiani: "C’è una persona che è responsabile per la morte di Corey" -ha detto nel 2013 Corey Feldman riferendosi a Corey Haim- "un magnate di Hollywood che bisognerebbe smascherare e che io purtroppo non posso denunciare". Accuse pubbliche, non detti e allusioni che non hanno portato, sin'ora, all'emersione di un fenomeno strutturale che avvolgerebbe come un mind gamer l'universo della cinematografia hollywoodiana.

Qualcosa, però, si muove: Finn Wolfhard, giovane attore di The Stranger Things, ha cambiato agente. Tyler Grasham, infatti, è stato accusato di molestie sessuali. A denunciare il caso sarebbe stato Blaise Godbe Lipman, che avrebbe avuto 17 anni nell'epoca in cui avrebbe subito queste violenze. Tra le storie documentate nell'inchiesta di Berg, poi, c'è quella di Evan Henzi, che sarebbe stato molestato dal suo agente Martin Weiss quando aveva undici anni. Storie che riemergono dall'ombra, dopo anni di oblio.