Egitto, gruppo jihadista rivendica attentato messo a segno nel Sinai

Un ordigno è esploso ieri al passaggio di un mezzo blindato, uccidendo sei agenti

Con un video diffuso online nelle ultime ventiquattro ore, il gruppo jihadista Ansar Bait al-Maqdis ha rivendicato un attentato messo a segno ieri, in cui sei uomini delle forze di sicurezza egiziane sono rimasti uccisi e due feriti nell'area del Sinai, ad al Arish.

Il filmato diffuso dal gruppo, che nelle ultime settimane ha realizzato diversi attacchi e si è reso responsabile anche di una serie di decapitazioni, mostra un ordigno esplodere al passaggio di un mezzo blindato, lungo la strada che porta il verso il valico di Rafah, che divide l'Egitto dalla Striscia di Gaza.

Ansar Bait al-Maqdis, il cui nome si può tradurre pressapoco come "I partigiani di Gerusalemme", è un gruppo attivo soprattutto nell'area del Sinai. Ha preso di mira negli ultimi anni non soltanto gli uomini delle forze di sicurezza egiziane, che cercano di ristabilire l'ordine nella parte nord-orientale del Paese, ma anche obiettivi importanti al Cairo. In passato ha anche tentato di uccidere il ministro dell'Interno, Mohamed Ibrahim.

Secondo le autorità egiziane, sono centinaia i poliziotti e gli uomini dell'esercito morti per mano dei jihadisti da che il presidente Mohammed Morsi è stato deposto da un colpo di Stato. Dopo il golpe, le autorità hanno dato il via a una forte repressione contro il gruppo dei Fratelli Musulmani, che vengono considerati dal Cairo un gruppo terrorista.

Ansar Bait al-Maqdis, che fino a poco tempo fa era considerata legata ad Al Qaeda, di recente sembra essersi avvicinata al cosiddetto Stato islamico. Un comandante dei miliziani ha ammesso in un'intervista con la Reuters che le due formazioni sono in contatto e gli uomini dell'ex Isis consigliano gli egiziani su come rendere più efficaci i proprio sforzi. Non ci sarebbe ancora, tuttavia, un'affiliazione vera e propria.