Fermate quattro persone accusate di avere legami con Amedy Coulibaly

Tre uomini e una donna, ex dipendente delle forze dell'ordine. Avrebbero avuto contatti con uno degli uomini degli attacchi a Parigi

Amedy Coulibaly in un video che presta giuramento allo Stato islamico

Quattro persone, tre uomini e una donna, sono state fermate in Francia, accusate di legami con uno degli attentatori degli attacchi a Parigi. Secondo le emittenti France Info e Bmftv avrebbero avuto contatti con Amedy Coulibaly, che prese ostaggi al supermercato kosher della capitale francese e fece quattro vittime, prima di essere ucciso in un blitz.

La donna fermata, spiegano fonti giudiziarie, è una ex dipendente delle forze dell'ordine, Emmanuelle, che lavorava per i Servizi informatici, convertita all'islam. A inizio febbraio era stata sospesa dal servizio, accusata di avere consultato i file a cui aveva accesso per avere informazioni sul compagno.

Il compagno, Amar, è in carcere per traffico di stupefacenti. Le accuse, nel suo caso, si riferiscono al fatto che il suo cellulare è stato localizzato non lontano dal supermercato kosher mentre Coulibaly prendeva gli ostaggi. Prima del sequestro al market di Porte de Vincennes, l'uomo aveva ucciso una poliziotta nella banlieu di Montrouge.

Nei momenti immediatamente successivi ai fatti di Parigi, le autorità avevano diffuso anche l'identikit di una donna, Hayat Boumeddiene. Compagna di Coulibaly, era accusata di averlo aiutato nell'attacco all'Hyper Cacher. Di lei non si sa più nulla da allora. Le riviste ufficiali del sedicente Stato islamico sostengono che abbia raggiunto la Siria.

Sia il magazine in inglese che quello in francese del gruppo guidato da al-Baghdadi hanno pubblicato a febbraio un testo presentato come un'intervista alla Boumeddiene, in cui la donna consigliava alle "sorelle" musulmane come comportarsi e annunciava di avere raggiunto i miliziani.

Sulla sua sorte di certo c'è pochissimo. Un video ripreso da una telecamera di sicurezza ne attesterebbe il passaggio da un aeroporto di Istanbul. Voci mai confermate ipotizzavano che comparisse in un video propagandistico dell'Isis, in cui si nota una figura forse femminile, arma alla mano, in mezzo a estremisti originari dell'Europa francofona.