Germania, alti funzionari delle ambasciate accusati di antisemitismo

Colpevoli di antisemitismo, a detta della stampa di Berlino, sarebbero persino diplomatici teutonici di lungo corso

Uno scandalo antisemitismo si è di recente abbattuto sulle istituzioni tedesche, in particolare sul ministero degli Esteri di Berlino.

La rete diplomatico-consolare della Germania è stata infatti accusata dalla stampa teutonica di essere affetta dalla presenza di funzionari “ostili a Israele” e addirittura “sostenitori della distruzione dello Stato ebraico”. Tali opinioni sarebbero state esternate dai soggetti in questione mediante i canali social di diverse ambasciate del Paese Ue.

Secondo un’inchiesta condotta dal quotidiano Bild, le pagine Facebook e gli account Twitter ufficiali di numerose sedi diplomatiche di Berlino sparse per il mondo si sarebbero appunto riempite, negli ultimi mesi, di post estremamente violenti all’indirizzo delle politiche attuate dal governo di Gerusalemme nonché di commenti palesemente espressivi di antisemitismo. Gli autori dei messaggi incriminati sarebbero alti funzionari delle stesse ambasciate tedesche, persino alcuni con alle spalle “anni e anni di pubblico servizio”.

Tra i diplomatici di lungo corso coinvolti nello scandalo vi sarebbe infatti, sostiene Bild, Christian Clages, attuale ambasciatore teutonico a Ramallah, presso l’Autorità nazionale palestinese. Costui avrebbe infatti pubblicato, sull’account Twitter di tale rappresentanza di Berlino in Medio Oriente, delle dichiarazioni in cui l’esecutivo di Gerusalemme verrebbe dipinto come una “compagine nazista. Egli avrebbe inoltre, utilizzando la pagina Facebook ufficiale della stessa istituzione, messo dei like a dei video inneggianti alla “cancellazione dello Stato ebraico” e celebrativi delle operazioni terroristiche condotte da Hamas contro soldati e civili israeliani. Gli apprezzamenti digitali di Clages sarebbero stati manifestati anche verso un filmato in cui David Duke, suprematista bianco americano, sfoggia il suo antisemitismo invocando lo “sterminio degli israeliti”.

Finora, Bild ha biasimato pubblicamente soltanto il rappresentante del governo Merkel a Ramallah, ma lo stesso quotidiano sostiene che tanti altri insospettabili funzionari del ministero degli Esteri, ancora coperti da anonimato, esternerebbero quotidianamente sulle pagine social di ambasciate e consolati teutonici il proprio odio verso l’entità sionista.

Il capo della diplomazia tedesca, il socialdemocratico Heiko Maas, ha subito reagito all’inchiesta sull’antisemitismo nelle istituzioni nazionali promettendo l’avvio di un’indagine interna volta ad accertare le responsabilità evidenziate dalla testata in questione. Egli ha poi tuonato: “In Germania non c’è posto per nessuna forma di intolleranza. Se un funzionario pubblico si abbassa a lanciare accuse becere e inquietanti contro il popolo ebraico, è giusto che paghi duramente, in quanto è in gioco la credibilità della nostra democrazia, nata dalla lotta al nazismo”.

Commenti

cir

Ven, 19/07/2019 - 10:25

ci avete rotto le scatole con queste balle!!

GGuerrieri

Sab, 20/07/2019 - 00:44

Però bisogna capire bene la realtà. Cioè un conto sono insulti di un certo tipo, accuse inventate ed espressioni di odio gratuito verso Israele. Un'altra cosa è il diritto sacrosanto di sindacare la politica estera di Israele, che essendo uno stato legittimamente sovrano ed indipendente è tenuto al rispetto del diritto internazionale consuetudinario e scritto come tutti, senza passare per antisemiti. Ma davvero dei diplomatici di alto livello avrebbero pubblicato certi commenti sui social? Va bene che non mi stupisco più di nulla, però...