L'accusa di Mueller a Manafort: ha cercato di corrompere dei testimoni

Paul Manafort, ex-capo della campagna elettorale di Donald Trump, è stato accusato di volere corrompere alcuni testimoni nel processo a suo carico

Paul Manafort, ex-stratega della campagna presidenziale di Donald Trump e attualmente indagato per riciclaggio e frode fiscale, è stato accusato dal Procuratore speciale per il “Russiagate”, Robert Mueller, di volere corrompere i testimoni che interverranno nel processo a carico del primo.

Manafort, agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre, avrebbe contattato alcuni soggetti chiamati a deporre al processo del prossimo giugno sui suoi presunti reati fiscali. Egli avrebbe contattato tali individui per indurli a ritrattare. Secondo il Procuratore Mueller, l’Fbi avrebbe intercettato delle conversazioni tra l’ex-collaboratore di Trump e diversi testimoni in cui Manafort cercava di convincere questi ultimi a disconoscere l’impianto accusatorio della Pubblica Accusa. Quest’ultima considera l’imputato come un lobbista al soldo del Cremlino, reo di avere finanziato in maniera opaca una campagna mediatica a sostegno dell’ex-Presidente ucraino, il filo-russo Viktor Yanukovych. Altre accuse nei confronti di Manafort attengono a sue presunte frodi nei confronti del Fisco Usa.

I nuovi capi di imputazione piovuti sulla testa dell’ex-stratega elettorale di Trump dovrebbero essere alla base di un nuovo filone di indagini. Queste ultime potrebbero sfociare in un ulteriore processo, distinto da quello sul “Russiagate”. Il Procuratore Mueller ha già presentato un’istanza alla Corte distrettuale di Washington D.C. per la revoca degli arresti domiciliari a Manafort. Il Presidente Donald Trump ha commentato gli sviluppi delle indagini definendo il filone “Russiagate” una vera e propria “caccia alle streghe”. Trump ha così ribadito il proprio disappunto per il clamore mediatico suscitato dalle dichiarazioni del Procuratore Mueller. Quest’ultimo è stato sollecitato dagli avvocati del Presidente a chiudere l’inchiesta sulle ingerenze russe nelle elezioni del 2016 entro il primo settembre. Una prosecuzione del “Russiagate”, secondo la Casa Bianca, potrebbe alterare, a novembre, il sereno svolgimento delle consultazioni di mid-term.