Una pioggia d'insulti razzisti sul profilo twitter di Barack Obama

A pochi giorni dal suo arrivo sul social, è stato bersagliato da commenti negativi e offese. Ma lascia correre: "È la libertà"

In fondo l'avrà immaginato, quando ha aperto il suo profilo ufficiale su twitter. Insieme ai complimenti e ai retweet non potevano non arrivare anche le critiche e una pioggia di insulti. Il presidente americano Barack Obama cinguetta da pochi giorni con un account personale e insieme a un record sfondato in poche ore ha portato a casa non poche critiche.

Gli sono bastate cinque ore per ottenere più di un milione di follower, e questo di per sé è già un risultato da festeggiare, ben più significativo di quello che aveva fatto segnare tempo fa Robert Downey Jr, che pure uno sconosciuto non è, ma che per sfondare quota un milione ci aveva messo ventiquattr'ore, quasi cinque volte il tempo che è servito al POTUS (President of the United States).

"Dopo sei anni, finalmente mi hanno concesso il mio account", aveva scritto Obama, con il tono del bambino a cui i genitori, in questo caso lo staff presidenziale, ha concesso un regalo tanto agognato. Ma insieme al giochino sono arrivati in poco tempo anche i "cyber-bulli".

Un'ondata di tweet razzisti ha accolto lo sbarco presidenziale sul social network, tanto da far parlare in veste ufficiale anche la Casa Bianca, che ha condannato una serie di messagi "offensivi e disgustosi", difendendo però l'idea di una società aperta e libera come quella americana, in cui c'è posto anche per questo. "È il prezzo da pagare per coinvolgere il pubblico", ha commentato il portavoce Josh Earnest.

Commenti
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SAXO

Sab, 23/05/2015 - 10:48

una farsa comica propagandistica, tanto per fare vedere che la politica nordamericana massona farisea ,lascia spazio alla liberta di commento critica sulle reti sociali .Tengo a precisare solo alla liberta di commento,provate a toccargli gli interessi finanziari ed economici di monopolio e a rompergli i piani di progetto in atto come sta tentando di fare PUTIN ,E POI VEDRETE CHE LIBERTA VI CONCEDONO.

pinux3

Sab, 23/05/2015 - 11:14

Fa bene. Gli insulti razzisti non fanno che offendere chi li fa...

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gabriellatrasmondi

Sab, 23/05/2015 - 12:13

NON SONO RAZZISTA MA BARACCA OBAMALADEN FA SCHIFO!

steacanessa

Sab, 23/05/2015 - 12:23

i cosiddetti social network sono la tana dei peggiori istinti di tanti sedicenti umani. Il peggior presidente della storia degli USA lo sa benissimo. Da falso diversamente bianco quale è ha voluto, per motivi propagandistici, scatenare i bassi istinti dei belinoni che abboccano. Quaquaraqua sino all'ultimo.

Linucs

Sab, 23/05/2015 - 12:27

Fa bene. Più insulti razzisti, più potere per ADL e soci per ricattare la società americana.

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SAXO

Sab, 23/05/2015 - 12:49

la vera democrazia fariseocratica massona internazionale ti lascia ampia liberta di criticare,lamentarti e scriverlo dove vuoi tu,pero solo criticare ,il rospo amaro te lo devi ingoiare,in pratica loro ti prendono a calci nel sedere e tu puoi solo dire AHIA AHIA AHIA.

swiller

Sab, 23/05/2015 - 14:56

Finalmente la gente capisce chi è realmente.

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Aurora Aronsson

Sab, 23/05/2015 - 19:01

Quante cretinate da mentecatti fascisti antisemiti fra questi commenti. Di certo non conoscono gli USA neppure un po'! Solo in Italia e nei paesi delle ideologie liberticide catt-fsacio-comuniste si può pensare di condannare qualcuno per un insulto su FB come sancito dalla Cassazione!

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Aurora Aronsson

Sab, 23/05/2015 - 19:07

IN ITALIA, INVECE, LA LIBERTÀ DI PAROLA NON C'È: per questo la Corte di Casaszione sancisce la punibilità dei vaffa e degli insulti su FB! La Corte di Cassazione sancisce, cioè, che IN ITALIA LA LIBERTÀ DI PAROLA NON È PROTETTA DALLA LEGGE. La Corte di Cassazione è infatti una corte illiberale, autoritaria e catto-fascio-comunista, che segue un codice illiberale, autoritario e catto-fascio-comunista, lontana anni luce dal concetto "Republican" di cui parla Berlusconi e a cui gli italiani sono totalmente estranei dalla morte di Mazzini (che morì RICERCATO IN TUTTA ITALIA!). Il codice italiano è incapace di distinguere fra la diffamazione - che va punita ed è punita in tutti i paesi liberi - e l’insulto, che i paesi liberi non si sognano di punire, ma il diritto al quale è garantito dalla Costituzione degli Stati Uniti come Articolo 1 del Codice dei Diritti, il fondamentale Bill of Rights, in cui è conosciuto come First Amendment.

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Aurora Aronsson

Sab, 23/05/2015 - 19:07

La libertà di parola è ciò che distingue una società libera da una società che di libertà si riempie solo la bocca ipocritamente e infatti sancisce la punibilità del vaffa o del figlio di cane.

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SAXO

Dom, 24/05/2015 - 00:03

LA GENTE COMMENTA QUELLO CHE GLI SALE DAL CUORE ,NON PER PARTITO PRESO ,E SE QUALCUNO TACCIA QUALCUNO DI ANTISEMITISMO SI RIVOLGA AGLI AUTORI DELLA RIVOLUZIONI COLORATE NEL MONDO,O ALLO STESSO OBAMA O AGLI STESSI DIRIGENTI DELLA UE, CHE IN MANIERA IPOCRITA STANNO DIFENDENDO ,SI FA PER DIRE UN GOVERNO UCRAINO GOLPISTA CHE SVENTOLA LE BANDIERE UCRAINE CON LA SIMBOLOGIA NAZISTA(MAIDAN)E POI SEMPRE GLI STESSI PALADINI EUROPEI DELLA GIUSTIZIA MONDIALE DISERTANO LA COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE CELEBRATA A MOSCA ,SIETE VOI GLI ANTISEMITI VERGOGNATI ARONSSON.