Tre persone sono state fermate per l'attacco a Marsiglia

Si lavora per capire se l'aggressore avesse davvero dei legami con i jihadisti

Continuano in Francia le indagini su quanto avvenuto a Marsiglia, dove due cugine ventenni sono morte per mano di Ahmed Hanachi, cittadino tunisino che fino a tre ann viveva ad Aprilia, in Italia e che ha accoltellato a morte le due di fronte alla stazione Saint-Charles.

Tre persone sono state fermate oggi nell'ambito delle indagini, mentre si lavora anche per stabilire se la rivendicazione arrivata da parte dell'Isis (Stato islamico) sia fondata e ci siano prove di conoscenze jihadiste per il tunisino.

In passato sposato con un'italiana, Hanachi aveva accumulato alcuni arresti spaccio e furto, ma poi era sparito nel nulla. Fermato dalla polizia di Lione a ventiquattr'ore dall'aggressione, era stato rilasciato per insufficienza di prove, nonostante su di lui gravassero accuse per rapine e taccheggio.

Originario di Biserta, si era servito in passato di almeno sette identità diverse, ma nonostante fosse noto da dodici anni ai francesi per reati minori, non era schedato come potenziale jihadista.

Tra i punti emersi dopo Mrsiglia anche un soggiorno nell'area di Latina che ha inizialmente fatto associare la figura di Hanachi a quella di Amri, l'attentatore di Berlino ucciso a Sesto San Giovanni. Secondo fonti della sicurezza sentite dall'AdnKronos non ci sarebbero però al momento elementi che facciano pensare a un legame tra i due. La procura di Roma aprirà comunque un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo contro ignoti.

Commenti
Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 03/10/2017 - 21:31

Tra italiani e francesi i servizi segreti devono svegliarsi un pò. O sono frenati dalla solerti magistrature?

Reip

Mer, 04/10/2017 - 05:43

Dopo Las Vegas quello che è successo a Marsiglia non ha fatto tanta notizia. Come se non fosse successo nulla! Due donne uccise, due esere umani morti, due giovani vite strappate annullate in un attimo, trucidate senza alcun motivo, dall'annessimo folle islamico, schifoso maghrebino criminale e assassino, che come se non bastasse aveva vissuto per anni in Italia. Si vede che oramai ci siamo abituati. Si va avanti umili silenziosi e vigliacchi. Nessuna protesta di piazza, nessuno sciopero generale nessuna reazione concreta, fisica, da parte dei cittadini italiani contro le stragi, le violenze le umiliazioni e gli stupri che stiamo subendo nelle nostre città quotidianamente. E mentre migliaia di africani finti profughi clandestini continuano a entrare nel nostro paese, per il business del sistema di sinistra, noi zitti, passive e muti continuiamo a subire, aspettando l'elezioni, convinti che qualcuno poi cambierà le cose...

challant

Mer, 04/10/2017 - 08:37

In Italia i Servizi fanno quel (pochissimo) che possono. Sono sotto controllo parlamentare, anzi, sotto controllo dell'opposizione (il presidente del COPASIR per legge deve essere dell'opposizione). Quindi, come tutto nell'Italia repubblicana, vengono usati come strumento politico interno per mettere in difficolta' gli avversari politici. Dovrebbero invece costituire il principale baluardo contro minacce interne ed esterne. I servizi devono poter fare 'wet ops', porcherie incluse. Altrimenti tantovale non averli. Se Cesare Battisti fosse stato cittadino di un paese serio, mentre passeggiava tranquillamente per Rio sarebbe finito sotto una macchina e la sua morte archiviata come incidente stradale.