Isis ha dichiarato guerra alla Turchia

Con l'attacco (rivendicato) a Istanbul, lo Stato islamico abbandona ogni cautela

Ci sono almeno due elementi interessanti nel comunicato con cui lo Stato islamico (Isis) ha rivendicato quest’oggi l’attentato al Reina di Istanbul, in cui 39 persone, tra le quali 27 stranieri, sono morte, nell’ennesimo fatto di sangue perpetrato in Turchia, dove molti sono i gruppi terroristici che hanno interesse a colpire.

Il primo è il chiaro riferimento che nel testo della rivendicazione si fa alla guerra in Siria, la minaccia di far pagare alla Turchia “il sangue dei musulmani versato per i bombardamenti dei suoi caccia”, trasformandolo in “fuoco nella sua casa”. Un’accusa di tradimento, rivolta ad Ankara, percepita dai jihadisti come traditrice e “apostata”, per citare ancora il testo, per le scelte che hanno portato Erdogan prima ad unirsi alla coalizione occidentale, offrendo le sue basi per bombardare in Siria, e poi ad affiancarsi al fronte pro-Assad, entrando in campo direttamente e secondo una parte dell'opinione pubblica, non solo turca, "abbandonando" Aleppo.

Un elemento che va valutato insieme a un secondo, più banale, ma altrettanto rilevante: la rivendicazione stessa. Questa volta l’Isis ha parlato, ha ammesso di avere colpito in territorio turco. Una scelta con cui i jihadisti sono usciti allo scoperto chiarendo, se ancora era necessario, quanto la propaganda del gruppo jihadista ha da tempo iniziato a dire: da che i turchi sono entrati in Siria, per affrontare le milizie curde nel nord del Paese e per respingere i jihadisti, da che - nel 2015 - Ankara ha iniziato a cercare di contrastare i network presenti sul proprio territorio, l’ascia di guerra è stata dissotterrata e anche Erdogan è passato nella schiera dei nemici, nei confronti dei quali è stata spesso accusato di chiudere un occhio, lasciando troppa permeabilità ai propri confini con la Siria e finanziando anche alcune sigle molto poco moderate.

L’attacco al Reina non è la strage peggiore a cui la Turchia abbia dovuto assistere negli ultimi due anni per mano dell’Isis. Perché è bene ricordarlo, centinaia di civili sono morti anche qui. Basti pensare all’attacco a un corteo pacifista ad Ankara, nell’ottobre 2015, con più di cento morti. O a Suruc, nel luglio dello stesso anno, con oltre trenta vittime. Due attentati con un comune denominatore: i curdi come obiettivo, a cui se ne devono aggiungere altri, meno drammatici in termini puramente numerici, ma messi a segno in luoghi altamente simbolici, da piazza Sultanhamet a Beyoglu, due tra le zone più note e affollate di Istanbul.

Anche l’attacco all’aeroporto internazionale Ataturk, ancora a Istanbul, fu con tutta probabilità opera dell’Isis. Ma come per Ankara, Suruc, come per molti attentati fino a oggi - se si esclude un’autobomba piazzata a Diyarbakir, città a maggioranza curda, e poi rivendicata anche dagli indipendentisti del Tak - mai era arrivata una chiara assunzione di responsabilità da parte dei jihadisti, tanto che spesso si era detto che per l’Isis è “prassi” non rivendicare gli attentati in Turchia.

Fino a oggi. Oggi la propaganda del sedicente Stato islamico si è fatta più chiara e perentoria nel chiedere di colpire anche la Turchia, abbandonando quella cautela che spesso il gruppo adotta nei Paesi a maggioranza sunnita. A novembre parole attribuite ad Abu Bakr al-Baghdadi chiedevano ai militanti di mettere nel mirino anche Ankara, di colpire Erdogan e di mirare agli interessi turchi, tanto in Iraq quanto nel nord della Siria, dove l’attenzione è ora rivolta alla conquista della roccaforte jihadista di Al-Bab.

E proprio dalla Siria è arrivato nella scorse settimane l’ennesimo orrore a firma del sedicente Stato islamico: un video in cui due uomini, identificati come soldati turchi, vengono dati alle fiamme, ancora vivi. Poco importa che il governo di Erdogan abbia detto di non poter verificare l’attendibilità del filmato: il messaggio è comunque chiarissimo. L’attacco a Istanbul rischia di essere solo il preludio a un altro anno di stragi per la Turchia.

Commenti

venco

Lun, 02/01/2017 - 19:31

Meglio guerra fra islamici che contro di noi.

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bonoitalianoma

Lun, 02/01/2017 - 20:39

È stata la NATO a inghippare la Turchia nella guerra contro l'ISIS o è stata la Turchia a inghippare la NATO?

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bonoitalianoma

Lun, 02/01/2017 - 20:45

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ha trovato il sorcio che sa il fatto suo

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ateius

Lun, 02/01/2017 - 22:00

Erdogan ha negli anni voluto giocare col fuoco..ora le ceneri ardenti di quel fuoco gli stanno bruciando le mani. la domanda è se vorrà continuare a giocare..anche ora che il gioco si fa duro per lui.

MOSTARDELLIS

Lun, 02/01/2017 - 23:38

Si spera ora che Erdogan apra finalmente gli occhi e la smetta di fare il doppio gioco, in modo che con Russia e USA di Trump si riesca a fare il maggior danno possibile all'ISIS. L'Europa purtroppo non esiste...

dagoleo

Mar, 03/01/2017 - 00:35

Erdogan ha scherzato col fuoco ed ora si stà bruciando. Prima ha chiuso non uno ma due occhi ai combattenti islamici che andavano in Siria a combattere, ed ora dopo il fallito colpo di stato ha cambiato alleanze. Il problema che più che bruciarsi lui, che alla fine se salterà scapperà all'estero da qualche parte a godersi il denaro guadagnato con il petrolio Isis e che ha alacremente accantonato in Svizzera. Chi pagherà sarà la povera gente che ci lascerà le penne a migliaia oggi e nei prossimi giorni e mesi a causa degli attentati che faranno questi bastardi. Lui purtroppo e la sua famiglia se la scamperanno sempre, statene certi.

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Leonida55

Mar, 03/01/2017 - 09:02

Non credo proprio che sia così. E' solo fumo negli occhi. Non lasciatevi fregare dall'ultimo attentato, perchè 27 vittime su 39 sono occidentali, quindi mirato. per loro i 12 non occidentali sono danni collaterali, ma di questo non se ne fanno un problema, loro. La Turchia ha sempre appoggiato l'Isis e continuerà a farlo, ostacolando le manovre russe fin dai primi giorni.

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Friulano.doc

Mar, 03/01/2017 - 11:45

la legge del contrappasso: chi di isis ferisce... di isis perisce...