Gli Usa consolidano il loro predominio nel commercio globale di armi

Mentre gli Usa hanno fatto la parte del leone, l'Italia ha esportato armi per il 2,3% del totale delle armi vendute nel mondo, con una contrazione di vendite, rispetto al quinquennio precedente, del 6,7%

"Gli Usa hanno ulteriormente rafforzato la propria posizione di fornitore leader di armi a livello mondiale". Il dato è stato fornito nella giornata dell'11 marzo da Aude Fleurant, direttrice del programma Sipri per le armi e le spese militari. "Gli Stati Uniti hanno esportato armi in almeno 98 paesi negli ultimi cinque anni; queste consegne includevano spesso armi avanzate come aerei da combattimento, missili a corto raggio e missili balistici e un gran numero di bombe guidate".

Dall'istituto internazionale indipendente con sede a Stoccolma, che dal 1966 si occupa della ricerca sui conflitti, sul controllo degli armamenti e del disarmo, sono arrivati numerosi dati. Intanto quello generale: il volume dei trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2014-18 è stato del 7,8% in più rispetto al periodo 2009-13 e del 23% in più rispetto al periodo 2004-2008.

I cinque maggiori esportatori nel 2014-18 sono stati gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Francia, la Germania e la Cina. Insieme questi paesi rappresentano il 75% del volume totale delle esportazioni di armi nel 2014-18.

Un altro dato allarmante arriva da una delle zone calde del mondo: il Medio Oriente. In questa parte del mondo il flusso di armi è aumentato tra il 2009-13 e il 2014-18, mentre si è registrata una diminuzione dei flussi verso tutte le altre regioni. In particolare, le importazioni di armi del Medio Oriente sono quasi raddoppiate negli ultimi cinque anni e rappresentano il 35% delle importazioni globali di armi nel 2014-18. L'Arabia Saudita è diventata il più grande importatore di armi del mondo nel 2014-18, con un aumento del 192% rispetto al periodo 2009-2013. Le importazioni di armi da parte dell'Egitto, il terzo maggiore importatore di armi nel 2014-18, sono triplicate (206 per cento) tra il periodo 2009-13 e2014-18. Anche le importazioni di armi da parte di Israele (354%), Qatar (225%) e Iraq (139%) sono aumentate tra il periodo 2009-13 e 2014-18. Unico dato consolante è quello che arriva dalla Siria, dove le importazioni di armi sono diminuite dell'87%.

"Le armi provenienti dagli Usa, dal Regno Unito e dalla Francia sono molto richieste nella regione del Golfo, dove i conflitti e le tensioni sono diffusi", ha affermato Pieter D. Wezeman, ricercatore senior del Sipri. "La Russia, la Francia e la Germania hanno aumentato drasticamente le vendite di armi all'Egitto negli ultimi cinque anni".

Tuttavia il divario tra gli Usa di Donald Trump e gli altri esportatori di armi si è allargato. Le esportazioni di armi statunitensi sono cresciute del 29% tra il 2009-13 e il 2014-18, e la quota degli Stati Uniti nelle esportazioni globali totali è passata dal 30% al 36%. Anche il divario tra i due principali paesi esportatori di armi è aumentato: nel 2014-18 le esportazioni Usa di armi importanti sono aumentate del 75% rispetto a quelle della Russia di Putin, mentre erano solo del 12% più alte nel periodo 2009-13. Sempre nel 2014-18 più della metà (52%) delle esportazioni di armi statunitensi è andata in Medio Oriente.

Le esportazioni di armi da parte della Russia sono diminuite del 17% tra il 2009-13 e il 2014-18, in particolare a causa della riduzione delle importazioni di armi da parte dell'India e del Venezuela. Tra il 2009-13 e il 2014-18 la Francia ha aumentato le esportazioni di armi del 43% e la Germania del 13%. Le esportazioni combinate di armi degli Stati membri dell'Unione europea hanno rappresentato il 27% delle esportazioni globali di armi nel 2014-18. La Cina è stata il quinto più grande esportatore di armi nel 2014-18. Mentre le esportazioni di armi cinesi erano aumentate del 195% tra il 2004-2008 e il 2009-13, sono aumentate solo del 2,7% tra il 2009-13 e il 2014-18. Le esportazioni di armi israeliane, sudcoreane e turche sono aumentate, rispettivamente, del 60%, 94% e 170% tra il periodo 2009-13 e il 2014-18.

Gli Stati dell'Asia e dell'Oceania hanno ricevuto il 40% delle importazioni globali di armi nel 2014-18, ma c'è stato un calo del 6,7% rispetto al periodo 2009-2013. I primi cinque importatori di armi nella regione sono India, Australia, Cina, Corea del Sud e Vietnam. L'Australia è diventata il quarto importatore di armi al mondo nel 2014-18 dopo che le sue importazioni di armi sono aumentate del 37% rispetto al periodo 2009-2013. Le importazioni di armi indiane sono diminuite del 24% tra il 2009-13 e il 2014-18. "L'India ha ordinato un gran numero di armi importanti da fornitori stranieri; tuttavia, le consegne sono gravemente ritardate in molti casi", ha affermato Wezeman. "Al contrario, le importazioni di armi cinesi sono diminuite perché la Cina ha avuto più successo nel progettare e produrre i propri armamenti moderni".

Altri dati degni di nota sono quelli relativi ad altre parti del mondo. Tra il 2009-13 e il 2014-18 le importazioni di armi sono diminuite negli Stati delle Americhe (-36%), in Europa (-13%) e in Africa (-6.5%). L'Algeria rappresenta da sola il 56% delle importazioni africane di armi importanti nel 2014-18. La maggior parte degli altri stati in Africa importa pochissime armi importanti. I primi cinque importatori di armi nell'Africa subsahariana sono Nigeria, Angola, Sudan, Camerun e Senegal. Insieme, rappresentano il 56% delle importazioni di armi nella subregione.

Tra il 2009-13 e il 2014-18 le esportazioni di armi britanniche sono aumentate del 5,9 per cento. Nel 2014-18 il 59% delle esportazioni di armi britanniche è andato in Medio Oriente, la maggior parte delle quali era costituita da consegne di aerei da combattimento in Arabia Saudita e Oman. Le importazioni di armi venezuelane sono diminuite dell'83% tra il 2009-13 e il 2014-18. La Cina ha consegnato armi importanti a 53 paesi nel 2014-18, rispetto ai 41 nel 2009-13 e 32 nel 2004-2008. Il Pakistan è stato il principale destinatario (37%) nel 2014-18, come lo è stato per tutti i periodi di cinque anni dal 1991.

Tra il 2014 e il 2018, quindi, gli Usa hanno fatto la parte del leone in merito alla quantità di armi esportate. E l'Italia? Nel periodo 2014-2018 la percentuale di armi esportate dalla penisola verso altri paesi del mondo è pari al 2,3% del totale delle armi vendute. Nel precedente periodo preso in esame (2009-2013) la percentuale delle armi vendute dall'Italia era del 2,7%. Considerando il numero totale delle armi vendute, tra un periodo e l'altro, l'Italia ha ridotto del 6,7% le sue vendite negli ultimi cinque anni.

I principali clienti dell'Italia sono stati nell'ultimo quinquennio la Turchia, l'Algeria e Israele che, rispettivamente, hanno acquistato il 15, il 9,1 e il 7,6% delle nostre armi esportate. Dopo gli Stati Uniti e la Russia, la Francia si è classificata al terzo posto (esportando il 6,8% del totale mondiale), la Germania al quarto posto (6,4%), la Cina al quinto posto (5,2%) l'Italia, con il suo 2,3% al nono posto, preceduta da Gran Bretagna (4,2%), Spagna (3,2%) e Israele (3,1%).

"Le armi provenienti dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia sono molto richieste nella regione del Golfo, dove i conflitti e le tensioni sono diffusi", ha affermato nel rapporto Wezeman. "La Russia, la Francia e la Germania hanno aumentato drasticamente le vendite di armi all'Egitto negli ultimi cinque anni".

Negli Usa mentre Donald Trump è stato criticato per le sue posizione in favore della vendita delle armi, in realtà la maggior parte degli accordi sulle armi sono stati mediati dall'ex presidente Barack Obama, in barba al Premio Nobel per la Pace ricevuto.

Commenti

lorenzovan

Mar, 12/03/2019 - 18:57

perche'...c'e' qualcuno che ne ha mai dubitato ???