Monte Paschi di Siena, utile a quota 400 milioni

Crescono raccolta e patrimonio. Entro fine anno via ai Tremonti bond. In fase di chiusura anche la vendita dei 135 sportelli chiesta dall'Antitrust

Profitti a quota 401,4 milioni a settembre per il Monte dei Paschi che entro fine anno conta di riportare in zona di «sicurezza» la propria solidità patrimoniale grazie alla cessione di 135 sportelli e al definitivo via libera ai 2 miliardi di Tremonti-bond già «prenotati». A dettagliare i progetti del Monte è stato il direttore generale Antonio Vigni al termine del consiglio di amministrazione che ha approvato i conti dei primi nove mesi. Come detto l'utile netto si è fermato a 401,4 milioni (504,6 milioni senza considerare la purchase price allocation), contro i 593,7 milioni di un anno prima. Mps ha poi assorbito perdite su crediti per 1,037 miliardi (+61,8%) e ha registrato oneri operativi per 2,635 miliardi (-8,4%). In crescita però sia la raccolta diretta (+9,4%)sia gli impieghi (+1,2%) della banca senese che ha spinto la propria quota di mercato al 7,16%.

Il gruppo sottolinea inoltre la «progressiva accelerazione dell'attività commerciale» e come la spinta sia aumentata nel terzo trimestre soprattutto sul versante «dell'acquisizione di nuova clientela e nel comparto della gestione del risparmio». Da giugno a settembre il gruppo ha inoltre proseguito l'azione di taglio dei costi c'è stata una buona ripresa degli impieghi legati alla domanda di mutui. «Stiamo rafforzando le quote di mercato e nel terzo trimestre abbiamo visto un incremento delle nostre attività con 18mila nuovi clienti», ha precisato Vigni agli analisti. In particolare la raccolta è cresciuta del 9,4% sull'anno e del 5,5% sul trimestre, mentre gli impieghi sono saliti dell'1,2% sull'anno e dello 0,8% sul trimestre. Quanto ai costi il direttore finanziario Marco Morelli ha invece confermato per fine anno l'obiettivo di un taglio tra il 4 e il 5%.

Quanto alla situazione patrimoniale, Mps considera comunque già acquisito il beneficio connesso ai Tremonti-bond, proiettando il Tier 1 dei 9 mesi al 7,6%. «Stiamo ultimando il negoziato con il Tesoro», ha detto Morelli specificando che la partita dovrebbe essere completata entro fine anno.

In fase di chiusura anche la vendita dei 135 sportelli chiesta dall'Antitrust come contropartita alla conquista di Antonveneta: «É in corso la due diligence con diverse controparti, siamo fiduciosi che il processo prosegua e dia entro fine anno notizie positive», ha detto Vigni. La banca ha già venduto per 5 milioni a sportello, 15 agenzie alla Popolare di Puglia e Basilicata e ora starebbe trattando con Barclays e Intesa Sanpaolo che avrebbero offerto cira 4 milioni a sportello.