Montecity, perquisizioni della GdF in 53 società

Sono circa settanta le persone indagate dalla Guardia di Finanza. La maxi operazione scattata all'alba ha portato a decine di perquisizioni presso le sedi di numerose società impegnate nella bonifica del quartiere Santa Giulia di Milano

Milano - Oltre 300 militari della Guardia di Finanza di Milano da questa mattina stanno perquisendo 53 società e 16 studi di professionisti in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Campania. L’operazione delle Fiamme Gialle è stata disposta dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta Montecity. Una settantina di persone sono indagate con le ipotesi di reato di riciclaggio e utilizzo ed emissione di fatture false.

L'indagine Lo scorso 20 ottobre cinque persone - tra cui Giuseppe Grossi, all’epoca dei fatti AD di Sadi ora ai domiciliari - sono state arrestate e altre due fermate dalla Guardia di Finanza di Milano nell’ambito dell’indagine su una serie di fatturazioni fasulle e riciclaggio nella bonifica di Santa Giulia, quartiere a sud di Milano al centro di interventi di recupero ambientali propedeutici a un’operazione immobiliare. Il tribunale del riesame ha poi concesso i domiciliari a Grossi, motivati con i problemi cardiaci dell’imprenditore. Gli inquirenti hanno ipotizzato che Grossi, con l’aiuto dei suoi collaboratori, si sia appropriato grazie a fatture false di disponibilità finanziarie delle sue società all’estero per fini personali. Sadi ha precisato in una nota lo scorso novembre che Grossi non è indagato per fatti di reato riconducibili alla sua posizione di vertice nell’azienda. Rosanna Gariboldi - all’epoca dei fatti assessore provinciale a Pavia e moglie del deputato e vicecoordinatore nazionale del Pdl Giancarlo Abelli - anche lei tra gli arrestati nell’ottobre scorso, ha respinto le accuse e ha patteggiato a gennaio una pena di due anni di reclusione, lasciando il carcere di San Vittore.