La Moratti sfodera un sondaggio: sì al ticket

Sabrina Cottone La Moratti è convinta: questo ticket s’ha da fare. I cittadini chiedono però di andare con i piedi di piombo. Secondo un sondaggio di Euromedia commissionato da Palazzo Marino, sei milanesi su dieci sono favorevoli a sperimentare la pollution charge a Milano (tre su dieci restano irriducibilmente contrari al progetto, anche in caso di sperimentazione). Meno della metà dei milanesi pensa però che il provvedimento porterebbe a un miglioramento del traffico e dell’aria. La stragrande maggioranza degli intervistati chiede mezzi adeguati in alternativa all’automobile. Secondo nove cittadini su dieci (89,8%) l’introduzione di una tariffazione deve accompagnarsi al potenziamento dei servizi di trasporto pubblico. I cittadini vogliono poi vincolare i fondi che arriverebbero dal ticket (che ha assunto il nome più politicamente corretto di tariffazione). I 79,7% chiede che siano destinati a potenziare il trasporto pubblico e a migliorare l’ambiente, mentre il 14,2% li destinerebbe ad un generale miglioramento dei servizi del Comune. Resta alta la tensione con la Regione. Roberto Formigoni, pur evitando la polemica diretta, insiste nel bocciare l’idea e rilancia l’idea di convincere con le buone i cittadini. «Stiamo per agire sul versante degli incentivi verso i comportamenti virtuosi che facilitino la messa fuori utilizzo dei veicoli più inquinanti. Vogliamo fare in modo che i cittadini utilizzino meno le auto private e di più i mezzi pubblici e vogliamo che vi siano comunque sempre meno veicoli inquinanti» assicura il presidente della Regione nel giorno in cui la commissione Ambiente del Pirellone ha approvato definitivamente (tra i no dell’opposizione) il progetto di legge sulla qualità dell’aria.
«In generale lei sarebbe favorevole o contrario a sperimentare la tariffazione per i veicoli inquinanti a Milano?», è la domanda posta durante le tremila interviste telefoniche svolte tra il 13 e il 16 novembre. Il 61 per cento ha risposto «sì», il 34,7 per cento ha risposto «no», mentre il 4,3% non ha risposto o ha detto «non so». I cittadini risultano però molto divisi sull’efficacia del provvedimento per limitare il traffico. Introdurre una tariffazione per gli autoveicoli inquinanti secondo il 43,8% dei cittadini migliorerebbe il problema della congestione del traffico, mentre secondo il 42% la congestione rimarrebbe inalterata. E nonostante il 92% consideri il traffico la ragione principale dell’inquinamento, meno della metà (il 46%) ritiene che il ticket farebbe migliorare la qualità dell’aria e quindi la salute. Il 43,8% è convinto che la situazione rimarrebbe inalterata e c’è addirittura un 5% dei cittadini che pensa che questa misura potrebbe provocare un peggioramento della situazione.
Impressionanti i dati sull’uso dell’automobile. Nella rilevazione fatta da Euromedia, è emerso che a Milano la usa il 75% dei cittadini, mentre chi non la utilizza è il 25%. A usarla solo nel week end è meno del 10 per cento (il 9,3%), mentre la gran parte dei milanesi ne fa un uso costante e regolare. Il 14,2% la utilizza più volte al giorno, il 18,3% la usa tutti i giorni 2 volte al giorno (casa-lavoro, lavoro-casa). Meno della metà, ovvero il 42,5%, ne fa un uso sporadico, ovvero due o tre volte la settimana. Alla domanda «chi più inquina più paga?», il 51,5% dei cittadini si è detto favorevole a una tariffazione proporzionata al livello di inquinamento degli autoveicoli mentre il 37,2% si è detto contrario (resta da capire che cosa si intenda per veicoli inquinanti). Il 67,2% dei cittadini chiede poi che il sistema di tariffazione sia concordato tra Comune, Provincia, Regione e Comuni dell’hinterland. Insomma.
In Regione restano convinti che siano necessari provvedimenti più strutturali come gli incentivi previsti dalla nuova legge quadro contro lo smog approvata ieri dalla commissione Ambiente. «Lacunosa e insoddisfacente» attacca l'Unione. Ma il relatore della legge, il leghista Enio Moretti, difende il provvedimento: «È un attacco strumentale, dal momento che avevamo già approvato insieme i singoli provvedimenti. Rimango stupito e spiazzato dal loro atteggiamento, dovuto probabilmente a motivi di opportunità politica che nulla hanno a che fare con la tutela dell'ambiente, la salute e il bene dei cittadini lombardi».