È morto il signore delle assicurazioni

Era stato presidente delle Generali e numero uno dell’Ania. Sedeva nel cda di Banca Intesa

da Milano

È morto ieri sera a Trieste per un male incurabile Alfonso Desiata, ex presidente delle Generali. Aveva 73 anni. Desiata, già presidente di Alleanza Assicurazioni, era stato per sei anni anche presidente dell’Ania. Al vertice dell’Associazione nazionale delle società di settore gli era subentrato, nel 2002, Fabio Cerchiai. Attualmente era vicepresidente di Banca Popolare Friuladria e siedeva nel cda di Banca Intesa.
La sua carriera si lega indissolubilmente a storici contrasti con Mediobanca. L’Istituto creditizio di via Filodrammatici, il suo fondatore Enrico Cuccia e il delfino Vincenzo Maranghi ebbero con Desiata rapporti di amore e d’odio. Anche se non era più in prima linea, Alfonso Desiata fu eletto solo pochi mesi fa da un sodaggio condotto da Mf e Swg come assicuratore del quindicennio.
Enfant prodige delle Generali, venne poi confinato in Alleanza perché in disaccordo proprio con Mediobanca. Il grande lavoro fatto nella controllata lo riportò al vertice della compagnia triestina e fu lui a decidere nel 1999 l’Opa sull’Ina, la maggiore operazione di sempre nel settore in Italia. Nuovi contrasti con via Filodrammatici lo allontanarono da Trieste. Gli anni 90 furono quelli che produssero un forte cambiamento della struttura del gruppo assicurativo; sul piano manageriale le cose furono più difficili. All’interno della società, di fatto l’unica vera public company italiana, ci sono state lotte feroci per il controllo dei vertici e, contrariamente alla sua storia, una girandola di presidenti e amministratori spesso usciti in maniera traumatica: tra i primi a inaugurare questo movimento inusuale per la placida assicurazione triestina fu suo malgrado proprio Alfonso Desiata scelto per sostituire il potente Antoine Bernheim, che poi ritornò, e a sua volta fu rimosso da Gianfranco Gutty. Fu un progetto di integrazione Generali-Intesa il nodo che costò il posto a Desiata, così come un benign neglect dato da Bernheim all’Opa di Unicredit su Comit segnò l’accantonamento di Bernheim, recuperato al posto di Gutty nel 2002 per costituire un polo francese forte sia all’interno di Generali sia di Mediobanca, in modo da sostenere un traballante Vincenzo Maranghi.