Mostre, un weekend tra i grandi della pittura

Boom di esposizioni a Milano: Caravaggio, Botticelli, i Futuristi, il lituano Ciurlionis e un viaggio nello "spettacolo del corpo". Omaggio anche alle grandi capitali sudamericane a Roma rivive l'antica Teotihuacan

La mostra impossibile di Caravaggio Come recita il titolo prescelto, è una "Mostra impossibile" quella con cui Milano chiude le celebrazioni per il quarto centenario della morte del "suo" Caravaggio. È infatti una grande antologica con tutte le tele del maestro lombardo, pure se virtuali, quella ospitata a Palazzo della Ragione fino al 13 febbraio 2011. In esposizione l’intero corpus delle sua opere (65 quelle ufficialmente attribuite), conservate a Parigi e a San Pietroburgo, New York e Princeton Dublino e Vienna, fino a Roma, Napoli, Firenze e Siracusa. Tutte fruibili in uno stesso luogo. Una mostra impossibile, appunto, che sfrutta la riproducibilità digitale dell’opera d’arte con tecnologie d’avanguardia, un’alta definizione e una scala di riproduzione pari all’originale. Ad accompagnare il pubblico nello spazio espositivo sarà Caravaggio stesso, in un viaggio alla scoperta dei segreti della sua vita. Undici i performer prescelti, selezionati fra allievi o ex allievi di scuole di teatro e laboratori teatrali, chiamati a far calare i visitatori nel Seicento attraverso aneddoti di vita vissuta e racconti sulle opere, scanditi in tre fasi temporali: gli esordi, la maturità, il periodo precedente la prematura scomparsa. Una panoramica sull’Italia dell’epoca, dai vicoli malfamati della Milano in cui il pittore nacque nel 1571 fino alle chiese e ai raffinati palazzi del potere in cui la sua arte si concretizzò. Ma Caravaggio rivivrà anche attraverso film, documentari storici e spettacoli a tema, proiettati su grandi schermi televisivi, mentre nella  sezione con i quattro dipinti del Maestro in cui compaiono strumenti musicali e spartiti ("Riposo durante la fuga in Egitto", le due versioni del "Giovane che suona il liuto" e "Amore vincitore") sarà possibile respirare l’atmosfera dell’epoca grazie a un sottofondo sonoro di madrigali, cantati da un coro a quattro voci.

Futuristi letterati Ottanta opere di artisti del Novecento che alla figurazione hanno abbinato l’espressione letteraria sono esposte nella mostra "L’artista, il poeta", inaugurata oggi alla Permanente, dove rimarrà fino al 9 gennaio. Furono i futuristi che iniziarono ad inserire nei loro lavori lettere alfabetiche, parole ed anche intere frasi, come dimostrano in questa rassegna opere di Carlo Carra e Umberto Boccioni, che furono tra i firmatari del manifesto futurista. Nel secolo scorso lettere alfabetiche o intere parole comparvero poi in lavori di Arturo Martini, Fausto Melotti, Filippo De Pisis, Mino Maccari, Scipione, Francesco Messina, Toti Scialoja, Ruggero Savinio. In un momento successivo, nelle seconda metà del Novecento, vi fu un momento in cui l’espressione letteraria finì con il prendere sopravvento, divenendo l’elemento che costituiva l’intera opera. Avvenne con il movimento dell’Arte Concettuale, che in Italia dette vita al particolare filone della Poesia Visiva, di cui sono testimoni in mostra Emilio Villa, Vincenzo Agnetti e Ugo Carrega.

Botticelli In occasione del 500/o anniversario della morte di Sandro Botticelli, sono state riunite nel Museo Poldi Pezzoli le opere del celebre artista fiorentino conservate in territorio lombardo, per una mostra che si protrarrà fino al 28 febbraio. L’esposizione è stata anche occasione per sottoporre questi dipinti rinascimentali a nuovi studi ed a lavori di restauro, che hanno dato esisti sorprendenti. In particolare "La Madonna del Libro", tavola di proprietà del Poldi Pezzoli unitamente ad il "Compianto del Cristo Morto", ha rivelato colori che la patina del tempo aveva offuscato, tanto che lo sfondo crepuscolare è risultato invece uno splendido mattino. Il manto della Madonna è stato accertato essere dipinto con polvere di lapislazzulo, all’ epoca costosissima tanto da essere calcolata a parte nel prezzo dell’opera. Il "Cristo dolente in atto di benedire", prestato dall’ Accademia Carrara di Bergamo unitamente al "Ritratto di Giuliano dè Medici" e "Storia di Virginia", ha potuto essere attribuito definitivamente a Botticelli, mentre in passato veniva considerato opera di bottega. È stato anche ricostruito che la tavola faceva parte di un dittico, comprendente una "Mater Dolorosa", che fino al primo Novecento era conservata in una collezione privata di San Pietroburgo, ma in seguito scomparsa. Di questa "Mater dolorosa" è stata tuttavia recuperata una vecchia foto, messa in mostra insieme all’altra parte del dittico. Dalla Biblioteca Ambrosiana sono venuti due disegni di Botticelli appartenenti al Codice Resta: "San Tommaso che riceve la cintola" e "Pallade su un piedistallo".

Il lituano Ciurlionis Il 17 novembre 2010 a Milano, a Palazzo Reale, si inaugurerà la mostra "Ciurlionis: un viaggio esoterico 1875-1911" dove verranno esposte 79 tempere e pastelli su tela o cartoncino, 30 acquarelli, chine e disegni, 24 fotografie e molti documenti, tra cui una raccolta di lettere inedite. "È sempre stato un sogno di M.K.Ciurlionis portare le sue opere in Europa occidentale, soprattutto - racconta la professoressa Ieva Gaizutyte, addetto culturale della Repubblica di Lituania e coordinatrice tra Italia e Lituania della mostra - dopo l’invito ricevuto dal grande maestro Vasilij Kandinskij che, colpito da alcuni dipinti di Ciurlionis esposti a San Pietroburgo, lo invitò ad esporre le sue opere a Parigi. Per i lituani, il "viaggio" delle opere di Ciurlionis è di straordinaria importanza in quanto, attraverso le sue creazioni, ha contribuito alla formazione dell’identità culturale del popolo lituano".

5o anni di Brasilia In occasione del mezzo secolo trascorso dalla realizzazione della nuova capitale brasiliana, da parte del grande architetto Oscar Niemeyer, è stata inaugurata oggi alla Triennale la mostra "Brasilia, un’ utopia realizzata", che rimarrà aperta fino al 23 gennaio. La rassegna si articola lungo un percorso cronologico, dall’epoca coloniale ad oggi, affiancando a materiali tecnici, documenti storici, aneddoti, storie personali, oggetti, che testimoniano prima un’utopia a lungo inseguita e quindi la realizzazione di Brasilia nel deserto del Planalto. In una prima sezione, intitolata "Il progetto di una nuova citta", ci si interroga sui motivi che hanno portato alla decisione di una nuova capitale ed alla scelta della sua localizzazione. Attraverso foto d’epoca, memorie personali e schizzi di Niemeyer, si passa alla sezione dedicata alla "Costruzione di Brasilia capitale" nel tempo eccezionalmente breve di 40 settimane. Sono contemporaneamente illustrati gli incentivi e le iniziative sociali adottati per facilitare lo spostamento di migliaia di persone verso la nuova città. Il momento dell’inaugurazione apre la terza sezione, "Brasilia al centro del dibattito", illustrando anche i momenti di critica su questo modello insediativo e sulle sue espressioni architettoniche. Negli ultimi anni, tuttavia, si è riconosciuta la validità avveniristica di Brasilia. Riflessioni alle quali à dedicata l’ultima sezione, "Brasilia oggi", che illustra inoltre l’attuale vita di questa città.

"Lo spettacolo del corpo" Un ponte fra arte e salute in 40 immagini. Momenti di danza, musica e teatro, catturati dall’obiettivo degli allievi del Corso per fotografi di scena dell’Accademia scaligera. Al Centro diagnostico italiano di Milano va in scena "Lo spettacolo del corpo", mostra a cura di Roberto Mutti, promossa dalla Fondazione Bracco in collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala. La selezione delle immagini, stampate in grande formato, ha privilegiato quelle che consegnano alla memoria diverse interpretazioni del linguaggio del corpo in molteplici espressioni artistiche. Le foto sono accompagnate da citazioni di celebri poeti e artisti, da Charles Baudelaire a Kahlil Gibran, da Vsevolod Mejerchol’d a Martha Graham, da Pina Bausch a Maurice Bèjart a Daniel Harding.

Arte contemporanea a Gallarate Le principali tendenze dell’arte contemporanea nazionale e internazionale dagli anni ’50 a oggi rivivono nella grande mostra allestita dal 14 novembre al Maga. Esposte circa 200 opere di grandi maestri e giovani artisti, provenienti dalla raccolta di arte contemporanea di Paolo Consolandi, scomparso di recente. Intitolata ’Cosa fa la mia anima mentre sto lavorandò, la rassegna si articola in sette nuclei tematici. Un percorso in cui ammirare le opere germinali di Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, ma anche la foto della prima performance di Vanessa Beecroft, la mano trafitta da una matita dell’indisciplinato studente Maurizio Cattelan, i primi lavori di Alberto Garutti, Stefano Arienti, Grazia Toderi, Elisabetta Di Maggio, i ricami di esordio di Francesco Vezzoli. E ancora maestri acclamati come Gerhard Richter, Jannis Kounellis, Andy Warhol, Marina Abramovic, Anish Kapoor.

Teotihuacan e il Messico a Roma La Città degli Dei, capitale indiscussa del Messico tra il 100 a.C. e il 650 d.C., rivive al Palazzo delle Esposizioni a Roma. 450 oggetti per la prima volta esibiti in Italia faranno conoscere ai visitatori l’arte, la vita quotidiana e la religione di Teotihuacan, città dichiarata nel 1987 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e nota ai più per le possenti piramidi "della Luna" e "del Sole". La rassegna, che sarà visitabile fino al 27 febbraio 2011, è suddivisa in sette sezioni tematiche, che organizzano reperti provenienti principalmente dal Museo nazionale di antropologia di Città del Messico e dai due musei di Teotihuacan. Per la prima volta, veranno esibiti anche oggetti provenienti dal Museo Anahuacalli, nato dalla collezione privata del celebre artista messicano Diego Rivera. Con questa mostra il Palazzo delle esposizioni apre le porte al dialogo tra le culture, evidente già all’ingresso della mostra: il visitatore è accolto sin dalle scalinate del palazzo da una riproduzione del Serpente piumato delle Piramidi. L’allestimento cerca di offrire allo spettatori i reperti nel loro contesto. La città degli Dei è chiusa il lunedì.

Ritratti Si apre oggi nella sede del Modigliani Institut di Palazzo Taverna la mostra Portraits d’Artistes, un affascinante percorso costruito per illustrare una nuova definizione del concetto di ritratto. L’esposizione propone oltre cinquanta opere, fra dipinti, disegni, serigrafie, fotografie dei maestri del ’900: da Amedeo Modigliani, Max Jacob e di altri artisti delle avanguardie di inizio secolo a Andy Warhol, Keith Haring e Mario Schifano. Per approdare infine i protagonisti contemporanei, tra cui le fotografe Antonia Mulas e Anna Marceddu, i pittori Dario Zana, Diego Dayer, Anna Saba, Luigi Pellanda, Mathieu Vignon.

Mostra con brindisi La Casa dei Carraresi di Treviso fino al 13 marzo 2011, ospiterà la mostra "Il pittore e la modella, da Canova a Picasso". Per l'evento Bisol ha realizzato una edizione limitata di Jeio Cuvèe Extra Dry e Jeio Rosè: una autentica bottiglia da collezione, la cui etichetta omaggia il quadro di Cesare Mussini "Raffaello che spoglia per la prima volta la Fornarina", una delle opere protagoniste della mostra. La mostra, voluta dal presidente di Fondazione Cassamarca,Dino De Poli e curata da Nico Stringa, propone un itinerario attraverso due secoli, ’800 e ’900, su un tema affascinante: il rapporto fra il pittore e la modella. Vincent Van Gogh, Edvard Munch, Auguste Renoir, Pierre Bonnard, Giorgio Morandi, Antonio Canova, Pablo Picasso, Fortunato Depero, Giorgio de Chirico, Amedeo Modigliani, Felice Casorati, Renato Guttuso, Umberto Boccioni, Giovanni Boldini, Gaetano Previati, Renè Magritte, Salvador Dalì, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto: questi alcuni fra gli artisti protagonisti della mostra. Gli spumanti Jeio verranno offerti agli ospiti della mostra ogni sabato, durante l’intera durata della Mostra presso Casa dei Carraresi.