Motorini nel mirino dei controlli? Una «tassa» da tre milioni all’anno

MMulte a strascico per i motorini parcheggiati sui marciapiedi in centro. Da San Babila a piazza Meda i vigili si sono scatenati, nei giorni scorsi, in una raffica di sanzioni contro la sosta selvaggia degli scooter. I 356mila centauri milanesi tremano: loro che ogni mattina lasciano il motorino sotto i portici a un passo dall’ufficio, loro che lo mollano in qualche maniera sul marciapiede. Loro fantasisti del posteggio in qualsiasi angolino libero.
Il Comune sta studiando una soluzione al problema. Bene, ma ciò che è sotto gli occhi di tutti è che mancano i posti: per i due ruote ci sono appena 16.400 stalli. Di fatto ogni giorno 340mila moto parcheggiano in divieto di sosta e sperano nella buona sorte. Se solo un quarto dei trasgressori dovesse incappare nei vigili vorrebbe dire che in un giorno nelle tasche di Palazzo Marino entrerebbero più di 3 milioni di euro. E non si potrebbero quindi biasimare quelli che definiscono «tassa» la multa al popolo degli scooteristi.
Ma chi prende la multa può fare ricorso al giudice di Pace? Certo, per presentare la domanda dovrebbe pagare altri 30 e rotti euro in bollo, ma avrebbe possibilità di vincere? «Se si parcheggia sul marciapiede - spiega il giudice di pace Vito Dattolico - escludo possa esserci qualche possibilità di vincere il ricorso. Il marciapiede è destinato esclusivamente ai pedoni e non si discute». Ma, negli altri casi? «Diverso - aggiunge Dattolico - potrebbe essere il caso di un parcheggio in spazi destinati ad un altro tipo di sosta, che non sia quella dei motorini». Cioè: se si parcheggia sulle strisce blu o gialle destinate alle auto e si dimostra contemporaneamente che nella zona non era possibile lasciare il motorino in altri parcheggi, allora si potrebbe vincere il ricorso. «Naturalmente - frena Dattolico - sarà il giudice, caso per caso, a valutare l’eventuale legittimità del ricorso».
A dare qualche speranza agli scooteristi multati (eccetto quelli che hanno preso la multa sul marciapiedi) è una sentenza della Cassazione. Che si riferisce al caso di un’auto ma il cui principio potrebbe essere esteso ai motorini. In sostanza, i giudici hanno dato ragione a un automobilista che, pur non essendo residente nella zona, aveva parcheggiato sulle strisce gialle. «Non c’era posto altrove, mancano i parcheggi» aveva sostenuto nel suo ricorso. Ed è riuscito a farsi levare la multa. Quindi se un centauro fa ricorso sostenendo che non poteva lasciare il motorino altrove per mancanza di spazio, potrebbe avere qualche chance.
Intanto, tra multe di auto e di moto, il giudice di pace continua a ricevere sulla scrivania valanghe di ricorsi. A nulla è servito il «disincentivo» del bollo da 38 euro, ora sceso a 33. Anzi, «i ricorsi sono aumentati del 14 per cento» sostiene Dattolico. Se il ricorso viene accolto, l’automobilista ha diritto infatti, oltre che al rimborso delle spese e all’annullamento della multa, anche a una piccola quota aggiuntiva, che viene pagata dal Comune come se fosse una sorta di risarcimento danni.