Mozart e Maria Antonietta, un amore impossibile La storia (poco nota) della passione tra la futura regina di Francia e il grande musicista

Un fantoccio viene gettato dalla finestra nella prigione dov'è rinchiusa Maria Antonietta, imprigionata mentre fuori imperversa la Rivoluzione Francese. Così inizia «Piccola Musica Notturna», la nuova commedia di Enrico Groppali, critrico teatrale, giornalista e autore, che andrà in scena per la prima volta oggi al Teatro San Babila in un'unica replica: il fantoccio si rivela il «piccolo Wolfere» come lo chiama la Regina, ovvero Wolfere Amebee Mozart, il suo grande amore. Groppali prende a prestito il titolo da una delle più celebri pagine orchestrali di Mozart, la serenata in sol magg. K. 525, nota come «Piccola musica notturna», e ne fa una commedia che parte dalla vera, ma poco nota, vicenda dell'amore tra la futura regina di Francia Maria Antonietta d'Austria e il grande Amadeus.
Si erano incontrati quando, entrambi undicenni, lei ascoltava i concerti di Mozart nella Reggia di Schönbrunn, Corte Imperiale di Vienna. Inizia allora il loro amore, vero quanto impossibile. Non si vedono da tanto, poi d'improvviso Mozart «piomba» nella finestra della prigione, quasi per accompagnare la regina nelle ultime ore prima della morte. Tra i due amanti si crea un dialogo in cui «entrano in gioco tantissimi diversi piani di lettura - dice il regista Fabio Battistini - il testo tocca tutte le icone del sentimento amoroso, dal ricordo, la lontananza, la nostalgia, fino al desiderio immediato, anche fisico, appassionato».
Un Mozart un po' infantile, preso da passioni e sentimenti assoluti, contro un'Antonietta apparentemente forte, grande nel suo potere, controllata, ma che, a guardare bene, ha bisogno di lui, un bisogno assoluto, che la porta addirittura a costruirne l'immagine a partire da un fantoccio gettato nella finestra della sua prigione.
Sì, perché il confine tra realtà e illusione è sottile: non si capisce se l'incontro sia vero o «soltanto un viaggio onirico nella fantasia» dice Elena Ghiaurov, Maria Antonietta, motivato dal bisogno d'amore in un momento così complicato. Mozart «è una specie di Caronte - dice l'interprete Michele Ciavarra - lei forse sta solo desiderando di vederlo prima di morire». Un testo di immagini, che si vivono da vicino: un'illusione a cui si è chiamati a partecipare, resa in ogni suo aspetto più accentuata dall'accompagnamento sonoro in scena del flauto di Sergio Zampetti: «La musica serve per creare dei climi - continua il regista - e crea un rapporto di grande complicità fra gli attori».
Questo spettacolo rientra nell'ambito della Celebrazione Mozartiana W.A. Mozartfest, promossa dalla Fondazione Radici nel Futuro a partire dal 2004 come tributo al grande compositore di Salisburgo. Una serie di iniziative collaterali a Milano affiancano il ciclo di 13 concerti di musica sacra con l'Orchestra da Camera di Mantova diretta da Umberto Benedetti Michelangeli.
Piccola musica notturna oggi alle 21 al teatro San Babila tel.02/72000926 www.mozartfest.it, www.teatrosanbabila.it Ingresso libero fino esaurimento posti