Musica e pace Barenboim in Cattolica

Quando si parla di orchestra mediorientale, il pensiero corre alla Israel Philharmonic Orchestra (IPO) uno dei primi mattoni musicali posto in un Paese, Israele, che da mezzo secolo è sinonimo di lacerazioni a catena, ma anche di musica vissuta a tutto tondo. Tuttavia, dal 1999 i riflettori internazionali vengono attratti anche dalla West-Eastern Divan Orchestra, la creatura di Daniel Barenboim, il pianista e direttore d’orchestra nato a Buenos Aires da genitori ebrei che poi tornarono in Israele.
Barenboim, fra le tante cose direttore scaligero, conversa su temi legati alle sue esperienze musical-sociali in Medioriente: quest’oggi, ore 17.45, all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Assieme a lui, il sovrintendente della Scala Stéphane Lissner ed Enrico Girardi.
Nella West-Eastern Divan, Barenboim ha voluto riunire musicisti palestinesi, israeliani e di altri Paesi arabi; i ragazzi sanno che «in questa orchestra conosceranno l’uguaglianza che è loro negata in patria. L’orchestra non può portare la pace, tuttavia può creare le condizioni per una comprensione senza la quale è impossibile il dialogo», scrive Barenboim nel suo recente libro nonché best seller, La musica sveglia il tempo. Barenboim ha così realizzato un sogno. Quello di fondare in Medio Oriente una «Repubblica indipendente e sovrana del West-Eastern Divan», la quale crede che qualsiasi vero progresso nel conflitto israelo-palestinese richieda che entrambe le parti si parlino e si ascoltino a vicenda, con sensibilità e attenzione. «Israele ha bisogno di sicurezza e i palestinesi hanno bisogno di uguaglianza e dignità», reclama Barenboim. Che, sempre con le armi della musica, nel 2001 a Gerusalemme volle rompere un tabù proponendo come bis una pagina di Wagner, compositore il cui nome è associato all’antisemitismo. Un coraggio espresso con i mezzi della musica e che, in gennaio, ha guadagnato al direttore la cittadinanza onoraria palestinese. «Probabilmente è l’unica persona al mondo a disporre di un passaporto israeliano e uno palestinese», ha commentato il deputato palestinese Mustfa Barghouti.