Napoli, pensionato ucciso: romeno di 14 anni confessa

Traditi dal cellulare della vittima i roma accusati dell'omicidio del pensionato Salvatore D'Angelo, morto a seguito delle
percosse subite martedì scorso nella sua abitazione. In cella anche un romeno di 24 anni. Una storia dai contorni torbidi

Napoli - E' stato il cellulare di Salvatore D'Angelo a incastrare, in un campo Rom di Napoli, chi lo ha ucciso. La verità sulla morte del vecchio, aggredito in casa nel corso di una rapina, viene fuori con l'arresto di due nomadi della Romania, che avevano fatto l'errore di portargli via anche il telefonino. Uno dei due ha soltanto 14 anni e, una volta preso, ha confessato tutto. Salvatore D'Angelo - trovato da un commercialista che lo ha soccorso, il 12 maggio, legato con due cinture e imbavagliato, il volto tumefatto dalle percosse date a mani nude - si fidava di un adolescente, C.F.H., che frequentava abitualmente la sua casa. E' lui che gli ha portato fra le pareti domestiche l'altro, Teodor Florin Milea, 25 anni, che lo aveva già rapinato in passato facendolo finire, anche l'altra volta, in ospedale. Ignorava che i due si conoscessero.

La vicenda ha contorni torbidi, che vengono alla luce ponendo un interrogativo amaro quanto decisivo anche per i futuri sviluppi processuali: la vittima era a sua volta, in qualche modo, un carnefice del quattordicenne oggi denunciato per il suo omicidio? C.F.H. ha compiuto 14 anni due mesi fa e frequentava quell'uomo da tempo. Sui rapporti che aveva con l'ex ambulante di latticini di Marechiaro, nella confessione, il ragazzo è stato evasivo. Gli inquirenti sanno però che il degrado in cui vive il giovane Rom - che a soli 14 anni è già sposato - lo induce a prestarsi a rapporti sessuali con uomini, in cambio di qualche regalo. Anche con D'Angelo c'erano dei contatti sessuali, trapela ora dalle indagini.

Ed è verosimile che il rapporto morboso con la vittima fosse iniziato già prima che compisse 14 anni. Ad alleggerire la posizione del quattordicenne, anche il profilo dell'altro arrestato: Teodor Florin Milea, secondo la procura dei Minori, intervenuta in questa vicenda, avrebbe esercitato un ruolo "dominante". Il quattordicenne lo ha accusato anche: "Mi aveva minacciato...". Tutti elementi al vaglio degli inquirenti. Quando ieri, nei pressi del Centro direzionale di Napoli, i due rom sono stati intercettati dalla polizia hanno tentato di scappare, dividendosi. Il venticinquenne ha anche tentato di lanciarsi dal cavalcavia. Il minore è stato fermato invece nei pressi della Stazione Centrale.