Detenuto evaso da un campo rom di Secondigliano: manomessa la videosorveglianza

Il 38enne serbo, che aveva ottenuto un permesso per poter visitare i familiari, ha organizzato la fuga nei minimi dettagli

Ha simulato che il figlio avesse un malore e, nonostante fosse accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria, è riuscito a scappare facendo perdere le proprie tracce. Un 38enne serbo, detenuto nel carcere di Frosinone, è evaso durante un permesso, che gli è stato accordato per poter fare visita alla famiglia in un campo rom di Secondigliano, nel Napoletano. L’uomo, che stava scontando diversi reati, tra cui il concorso in omicidio e doveva rimanere in carcere fino al 2038, ha organizzato tutto nei minimi dettagli.

Una volta giunto sul posto ha suggerito al figlio di far finta di stare male. Le donne del campo hanno fatto poi il resto, creando confusione e coprendo la fuga del 38enne. I poliziotti, i quali storditi dalle urla e dalla massa di persone che hanno improvvisamente affollato l’abitazione del detenuto, si sono resi conto solo in un secondo momento dell’evasione. Non è stato possibile neppure utilizzare le camere di videosorveglianza, i cui cavi erano stati tagliati in precedenza.

Il serbo, in passato, è stato protagonista di episodi violenti in tutte le case circondariali dove ha soggiornato. Ad Avellino prese parte a una rissa tra una ventina di detenuti rom e italiani e fu trasferito. Altri episodi simili erano accaduti anche nel carcere di Secondigliano e per questo motivo il magistrato di sorveglianza, fino a pochi giorni fa, gli aveva negato i permessi "di necessità", quelli che vengono solitamente concessi per visitare parenti con gravi problemi di salute, ritenendo sussistente il pericolo di fuga.

Adesso le forze dell’ordine sono sulle tracce del criminale e stanno battendo tutte le strade a nord di Napoli. Il soggetto è molto pericoloso e il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria è in piena attività per assicurare alla legge il 38enne, che è il figlio di un malvivente particolarmente rispettato nell’ambito dell’etnia rom della città partenopea. Questo popolo è una minoranza etnica in Italia. La presenza dei nomadi varia (secondo stime diverse) dalle 90mila alle 140mila persone, di cui circa 70mila con cittadinanza italiana. I rom autoctoni (discendenti di gruppi presenti in Italia sin dal Medioevo) sarebbero circa 45mila, mentre gli altri sarebbero di più recente arrivo da altri Paesi europei. La maggior parte dei rom italiani è stanziale e urbana. Nei cosiddetti "campi nomadi", secondo un ultimo censimento, vivono in tutto 12.346 persone, tra le quali 5.436 minori.

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