Movida selvaggia, genitori costretti a far dormire i figli a casa dei parenti

Di notte succede di tutto in via Aniello Falcone. Musica alta, parcheggiatori abusivi, auto in doppia fila, risse e rifiuti abbandonati dovunque

Sono circa 500 le famiglie napoletane di via Aniello Falcone vittime della movida selvaggia, che si scatena in particolare durante il fine settimana. Schiamazzi e atti vandalici sono all’ordine del giorno e stanno esasperando i residenti, costretti addirittura a fare dormine i figli più piccoli a casa di parenti che abitano in altre zone di Napoli.

“Di notte non si riesce a chiudere occhio – raccontano gli abitanti di via Falcone – e siamo esausti. Stiamo conducendo una battaglia per riavere le due auto della polizia municipale fino alle 3 di notte, come lo scorso anno. Attualmente i vigili restano fino alle 23,30, poi vanno via. Il problema è che la movida si scatena intorno a mezzanotte”.

I residenti non ci stanno a subire questi disagi, che aumentano con l’arrivo dell’estate. “Attendiamo provvedimenti – dicono – perlomeno nei mesi estivi. Purtroppo dopo una certa ora la situazione va fuori controllo, con problemi anche sul piano della sicurezza. Dai primi di aprile ad oggi, abbiamo già assistito a diverse risse, tutte di giovedì sera che, oramai, è una giornata che fa parte del weekend”.

Della vicenda di via Aniello Falcone se ne sta occupando anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. “Da tempo siamo a fianco dei residenti nella loro battaglia per riavere serenità – dichiara l’esponente politico – e siamo consapevoli che stanno vivendo una situazione assurda, assolutamente ingiustificabile in un contesto che voglia definirsi civile.

Di notte succede di tutto in quella strada. Musica alta, parcheggiatori abusivi, auto in doppia fila, risse e rifiuti abbandonati in ogni dove. Ci faremo garanti presso il comandante della polizia municipale della loro richiesta di avere un presidio fino alle tre di notte. Il diritto al riposo è sacrosanto e troviamo inaccettabile che siano costretti a mandare i figli a casa di parenti per permettergli di dormire”.