La barricata delle donne contro il sito di stoccaggio dei rifiuti

A Napoli le donne sono scese di nuovo in strada per protestare contro il sito di stoccaggio dei rifiuti. La puzza che arriva dall'impianto rende l'aria irrespirabile e loro vivono a pochi passi

Hanno bloccato l’ingresso del sito di stoccaggio dei rifiuti per impedire ai camion di entrare e hanno iniziato a urlare a gran voce i disagi. È la rivolta delle donne della periferia orientale di Napoli, che ieri sono ritornate in strada dopo la protesta del 18 luglio scorso. Intorno alle 22,30 sono arrivate in via Nuova delle Brecce per opporsi a quell’impianto che da mesi accoglie anche la frazione indifferenziata dei rifiuti della città prima che venga scaricata negli Stir. “Troppa puzza, noi non ce la facciamo più. Siamo venute qui per poter ottenere qualcosa. Quando apriamo le finestre vogliamo sentire aria pulita”.

In una ventina si sono piazzate davanti ai cancelli dell’isola ecologica gestita da Asìa. Da quando l’area viene usata dal Comune di Napoli anche come sito di trasferenza dei rifiuti, sono iniziati i problemi per i residenti. “L’indifferenziato resta qui massimo per un giorno, poi lo andiamo a scaricare negli Stir”, afferma un dipendente. “Ci hanno preso proprio per la spazzatura. Non capiscono che qui abitano bambini, persone anziane, ammalati”, urla Anna, esasperata da quell’odore nauseabondo che infesta la zona. Lei vive a circa 200 metri dall’impianto, in un alloggio popolare: “Ci hanno assegnato la casa e ora ci vengono a scaricare qui i rifiuti di tutta Napoli. Noi questa discarica non la vogliamo”. Un palazzo abitato si trova proprio di fronte al sito. Delle donne restano affacciate alla finestra: “Non scendiamo, perché noi ci siamo ribellate e non è cambiato niente”. Al piano terra dello stabile c’è un bar che durante la giornata continua a esercitare la sua attività. La puzza è insostenibile.

Il sindaco Luigi De Magistris un mese fa ha disposto che l’area del centro di raccolta dei rifiuti dovrà essere ancora utilizzata per lo stoccaggio temporaneo della spazzatura di Napoli. Almeno fino a gennaio, per far fronte a persistenti carenze strutturali del ciclo integrato dei rifiuti e allo stop di settembre del termovalorizzatore di Acerra, che dovrà fermarsi per circa un mese a causa di interventi di manutenzione straordinaria. “Il Comune deve intervenire”, chiedono le donne in protesta, rimaste inascoltate dopo la prima contestazione. “Ci hanno detto che ci avrebbero aiutato, invece non hanno mosso una pietra. Si erano impegnati a darci il foglio per la raccolta firme e nemmeno quello abbiamo avuto ancora”, afferma Anna. Lo stato di agitazione ieri sera è rientrato con l’intervento della Polizia di Stato. Le donne hanno lasciato pacificamente via Nuova delle Brecce e si preparano ora a presentare un esposto.

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Commenti

baronemanfredri...

Ven, 09/08/2019 - 11:33

ORA SENTIREMO CHE LA COLPA E' DI SALVII E NON DELL'AMICO DEI CLANDESTINI.

krgferr

Ven, 09/08/2019 - 11:55

Suvvia non ditemi che il, termovalorizzatore di Acerra quando, era operativo, serviva a qualcosa perché non potrei crederci; Chiamate Di Maio con tutti i suoi fidi a sbugiardare questa ipotesi. Saluti. Piero

Gio56

Ven, 09/08/2019 - 12:05

Dovrebbero ascoltare i responsabili dell'ama di Roma."producete meno rifiuti"

27Adriano

Ven, 09/08/2019 - 17:05

Ringraziate giggino.