Nas e psichiatri nelle scuole milanesi a caccia di spinelli

I controlli sono partiti. Dopo l’indicazione arrivata dal ministero della Salute, i Nas entrano nelle scuole milanesi per verificare se e in quali istituti del capoluogo lombardo circolino sostanze stupefacenti.
Le ispezioni hanno avuto inizio lunedì e proseguiranno fino alla fine di questa settimana, giorno di chiusura delle scuole. Verifiche a campione, iniziate a partire da quelle strutture più esposte al «rischio droga». E, soprattutto, da quegli istituti che - attraverso i direttori scolastici - si sono rivolti ai nuclei antisofisticazione dei carabinieri per chiedere un intervento.
L’attenzione al fenomeno degli stupefacenti nelle scuole, dunque, resta elevata. Soprattutto in seguito alla morte di Dario Evola, il 15enne deceduto alla Carlo Emilio Gadda di Paderno Dugnano dopo aver fumato crack durante l’intervallo. Non solo repressione, però. La Società italiana di psichiatria, infatti, ha messo a disposizione delle scuole italiane una task force di 500 giovani psichiatri per affrontare il problema del consumo di droga tra i giovani. Esperti che hanno concluso una formazione specifica tema «Cannabis, alcol e disturbi psicotici», svolta in sedici città italiane.
Incontri nei quali spiegare ai ragazzi che oggi sul mercato dello spaccio arrivano marijuana e olio di hashish ricavati da piante di cannabis geneticamente modificati, con contenuti di principio fino al 50 per cento superiore al «normale». Sostanze che - spiega Massimo Clerici, docente di psichiatria all’università di Milano - possono provocare «un disordine psicoattivo enormemente più forte, perché la corteccia prefrontale, deputata ai processi cognitivi, subisce cambiamenti. Nei giovani fra 12 e 19 anni, già dotati di una sensibilità doppia a queste sostanze a causa della morfologia in formazione del loro cervello, un consistente uso di cannabis può avere effetti devastanti, fino a scatenare malattie mentali».