Nasce «Pepita», l’orchestra che aiuta i ragazzi

Non abbandonati su una strada, ma educati ad avere una strada davanti a sè. La musica. Ora sono ottanta, ma per Expo 2015 saranno centoventi i ragazzi tra gli otto e i diciannove anni dei quartieri più disagiati di Milano, che andranno a costituire un’orchestra di musica classica, seguendo l’esempio venezuelano del maestro Abreu e della sua compagine giovanile «Pepita».
«Sono orgogliosa di sostenere il progetto Pepita - ha detto il sindaco Letizia Moratti -. L’ho visto crescere in questi tre anni, grazie al sacrificio e all’impegno dell’associazione Children in Crisis Italy. Sarà l’orchestra del 2015 e mi auguro che sia formata dai giovani di tutte le zone della città». I ragazzi non devono essere lasciati a se stessi e quale miglior compagnia di uno strumento suonato insieme ai loro coetanei? Lo sa molto bene Barbara Bianchi Bonomi, presidente di Children in Crisis Italy, che ha allevato un’insieme di amatori delle note, già esibitisi in importanti teatri milanesi, come il dal Verme e gli Arcimboldi. «Assistere alle prove d’assieme e vedere l’entusiasmo degli interpreti e delle loro famiglie, è veramente un grande dono offerto a noi ma soprattutto a tutti quei piccoli talenti che non hanno la possibilità di studiare». Così la Bianchi Bonomi commenta il frutto di un impegno che finora ha coinvolto ragazzini delle zone cittadine, 6, 7, 8, da Barona-Lorentaggio a Baggio, da Quinto Romano fino a Quarto Oggiaro. Oltre mille ore di insegnamento musicale, quattordici docenti e soprattutto la volontà di ottanta elementi e dei loro familiari sono i dati che contengono insieme una sola parola: passione.
«Pepita» è stato realizzato in collaborazione con De Musica Associazione Onlus ed è finanziato dal Comune, con i fondi della legge 285/97 per le iniziative sociali rivolte alla gioventù. Come detto si ispira al sistema d’istruzione musicale avviato 35 anni fa in Venezuela dal maestro Josè Antonio Abreu, che dal 1975 a oggi ha strappato ai barrios oltre 250mila ragazzi fortemente a rischio, in un Paese dove il 75% degli abitanti vive sotto la soglia della povertà. Non vi è dubbio che Milano non sia Caracas, ma spesso il disagio dei nostri adolescenti non è dovuto solo alla povertà economica ma, come ha detto proprio ieri Benedetto XVI, alla povertà dell’anima.
Il sistema Abreu insegna ai bambini come sia bello il gioco di squadra e come il linguaggio universale della musica sia un balsamo per la loro inquietudine e le loro ansie spesso dovute alla solitudine. La pratica di uno strumento responsabilizza i ragazzi, migliora il rendimento scolastico, rafforza i valori dell’aggregazione, sviluppa l’ascolto reciproco, l’importanza del silenzio e della disponibilità all’interrelazione.
Children in Crisis è presente in tutto il mondo e in altre città d’Italia, anche con un altro progetto «Con...viviamo - Cittadinanza e Costituzione nella scuola primaria», che affronta problemi come il bullismo, l’igiene personale, l’importanza delle leggi e delle regole in otto scuole primarie di Milano.