'Ndrangheta, Duisburg Strangio è in Italia

Il principale accusato della strage di Duisburg, nella quale morirono sei persone, è stato estradato dall'Olanda: è sbarcato all'aeroporto di Ciampino poco dopo le 14, scortato dagli agenti dell'Interpol. Era stato arrestato ad Amsterdam lo scorso 12 marzo

Roma - Giovanni Strangio, accusato di essere il principale accusato della strage di Duisburg del Ferragosto 2007 nella quale sei persone, tutte italiane, vennero uccise a colpi di arma da fuoco mentre uscivano da una pizzeria, è stato estradato ed è arrivato oggi in Italia dall’Olanda. Scortato dagli agenti dell’Interpol, Strangio, 30 anni, è giunto poco dopo le 14 nell’aeroporto di Ciampino con un volo da Amsterdam. Il killer della ’ndrangheta era stato arrestato in un sobborgo di Amsterdam  il 12 marzo scorso. 

Felpa nera e scarpe da ginnastica Subito dopo l’atterraggio dell’aereo Strangio è stato preso in consegna direttamente a bordo da agenti della Polaria. Felpa nera con il cappuccio, jeans scuri, scarpe da ginnastica e i capelli sbionditi sul davanti, Strangio ha percorso in silenzio il breve corridoio all’interno dell’aerostazione davanti a fotografi e telecineoperatori, tenendo coperti con una giacca i polsi bloccati dalle manette. Condotto negli uffici della polizia di frontiera, gli sono stati notificati i capi di imputazione pendenti emessi dai giudici calabresi. 

La strage di Duisburg Strangio è ritenuto uno degli autori della strage di Duisburg del 15 agosto 2007, nella quale furono trucidate 6 persone davanti ad un ristorante italiano. Strangio era ricercato da oltre un anno ed era stato inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi.

L'arresto ad Amsterdam Nel blitz che portò al suo arresto in Olanda venne arrestato anche suo cognato Francesco Romeo, di 41 anni, all’epoca latitante da oltre 10 anni ed inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Giuseppe Nirta Sempre in Olanda, nel novembre dello scorso anno, era stato arrestato un altro esponente di spicco della ’ndrangheta. Giuseppe Nirta, 35 anni e anch’egli cognato di Strangio, colpito da un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità giudiziaria italiana, dovendo espiare la pena di 14 anni e 8 mesi per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Anche Giuseppe Nirta, nel febbraio scorso, è stato estradato in Italia. Questi arresti, frutto di un fattivo rapporto di collaborazione internazionale di polizia, hanno inflitto un ulteriore duro colpo alla criminalità organizzata calabrese, inserendosi nel contesto di uno specifico dispositivo di intervento realizzato per contrastare l’organizzazione criminale calabrese anche nelle sue proiezioni internazionali.