'Ndrangheta, le mani sulla Dolce Vita romana:sotto sequestro lo storico locale Cafè de Paris

Il Cafè de Paris e il George's coinvolti questi mattina in un blitz delle Fiamme Gialle che in tutta Italia ha sequestrato 200 milioni di beni della 'ndrangheta. Lo storico locale della Dolce Vita fu svenduto nel 2005 per 250mila euro a un barbiere calabrese che sarebbe collegato alla cosca Alvaro. Guarda il video

Roma - Il Cafè de Paris il noto locale di via Veneto a Roma, e il George's, coinvolti questi mattina in un blitz della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che in tutta Italia ha sequestrato 200 milioni di beni sotratti alla 'ndrangheta, due anni fa era stato sequestrato dai carabinieri del Ros e dalle Fiamme gialle. Secondo gli inquirenti, lo storico locale della Dolce Vita fu svenduto nel 2005 per 250mila euro a un barbiere calabrese che in realtà sarebbe collegato alla cosca Alvaro.

Le mani della 'ndrangheta sui locali romani Nel luglio del 2009, nella stessa operazione, vennero posti i sigilli a tutta una serie di bar e ristoranti del centro di Roma: da via Colonna Antonina, a due passi da Montecitorio, a via Leonida Bissolati nei pressi della nota piazza Barberini. Dopo quell'operazione, gli inquirenti rivelarono che Vincenzo Alvaro aveva costituito una vera e propria holding nel settore della ristorazione romana. La figura base attorno a cui ruotava la disponibilità dei beni, secondo gli inquirenti era comunque lo stesso Vincenzo Alvaro, che risultava dipendente in uno di questi locali con le mansioni di cuoco. Dopo aver chiuso i conti con la giustizia, Alvaro nel 2001 era venuto a vivere a Roma con l'intera famiglia, con la quale risiedeva in zona Eur, ma anche con amici e collaboratori al seguito. Aveva poi provveduto a reinvestire ingenti proventi acquistando numerosi esercizi commerciali e creando così una unità operativa clone di quella del suo paese di origine.