Nella tragedia il miracolo di Eleonora e Marta Una 98enne resiste 30 ore: "Facevo l'uncinetto"

Eleonora era incastrata in una nicchia di pilastri di cemento. Marta è stata tirata fuori dagli speleologici del soccorso alpino sotto una palazzina (<strong><a href="/video.pic1?ID=abruzzo_marta_salva">video</a></strong>). Straordinaria prova di un'anziana a Tempera. <a href="/a.pic1?ID=342196" target="_blank"><strong>L'ultimo sms di Alice, studentessa di Bergamo: &quot;Trema tutto&quot;</strong></a>

L'Aquila - In serata ancora una ragazza strappata viva alle macerie, salvata dopo 42 ore di angoscia e di attesa. Era sotto una palazzina crollata nei pressi del centro storico dell'Aquila, sotto Villa Gioia, doveva viveva assieme ad altre studentesse. Eleonora Calesini, 20 anni, in pigiama e vigile era in una sorta di nicchia formata dai pilastri di cemento armato che le ha consentito di sopravvivere anche alle ulteriori scosse che ci sono state dalla notte di domenica. La ragazza era incastrata, hanno spiegato i vigili del fuoco di Venezia e Cuneo che hanno effettuato il salvataggio, e aveva un braccio schiacciato e una gamba bloccata sotto un grosso pezzo di cemento. E' stata individuata verso le 19,30. "Come l'abbiamo individuata - racconta Bruno, il vigile del fuoco che l'ha estratta - abbiamo puntellato le macerie per evitare che ci franassero addosso. Lei era cosciente e ci parlava durante tutte le operazioni di soccorso". "Ci è andata bene", aggiungono i vigili
Eleonora Calesini è di Mondaino (Rimini) è in buone condizioni ed è stata trasportata in elicottero insieme a un'amica in un ospedale, probabilmente del teramano: la notizia è stata riferita dal padre della ragazza, all'Aquila da due giorni, direttamente al sindaco di Mondaino, Luigi Casadei, che invece era rimasto in Romagna accanto al resto della famiglia Calesini, con la madre e il fratello della ragazza. All'arrivo della notizia a casa si sono sentite urla di gioia e pianti di commozione. E qualcuno ha gridato al miracolo.

Marta, dopo 23 ore la salvezza E qualcuno parlerà di miracolo anche per un altro salvataggio. Restando alla fredda cronaca la notizia del salvataggio di Marta Valente, studentessa 24enne di Teramo, ha dell'incredibile. I capelli neri sciolti sulle spalle, le lacrime agli occhi, la mano a stringere un pezzo di coperta, nelle orecchie l’applauso dei soccorritori dopo un silenzio lungo un giorno. Quella ragazza ce l’ha fatta: 23 ore dopo la scossa che ha sbriciolato la sua casa nel centro storico dell’Aquila, è uscita viva da quell’inferno di pietre, tubi, calcinacci e vetri. L’hanno tirata fuori gli speleologici del soccorso alpino, dopo 5 ore di lavoro su quello che resta della palazzina di quattro piani in via Sant’Andrea.

Il salvataggio "È stato un salvataggio molto, molto delicato - racconterà Aldo, lo speleologo che le è stato vicino per tutto il tempo che i colleghi hanno impiegato per liberarla - c’erano travi pericolanti molto vicine. E poi dovevamo fare attenzione a non provocare crolli, mentre tentavamo di liberarle le gambe". Marta deve a questi uomini la sua vita, così come a tutti quelli che hanno lavorato incessantemente sulle macerie della palazzina e lo deve alla fortuna.

Trovata nel letto I soccorritori l’hanno trovata stesa sul letto: accanto, a meno di 20 centimetri dal suo corpo, una trave di cemento armato che si è staccata dal soffitto e che è stata la sua salvezza. Ha infatti evitato che sopra la testa e le gambe le finissero le altre due travi che sono cadute perpendicolarmente. La ragazza è rimasta così protetta e bloccata. Per tirarla fuori i soccorritori hanno smontato parte del letto in modo da abbassarlo e far così scivolare fuori le gambe.

Segnalata da un altro studente La studentessa di Teramo deve anche ringraziare Matteo, un ragazzo estratto dalle macerie dello stesso edificio alcune ore prima di lei. Appena uscito ha segnalato ai soccorritori che lei era incastrata là sotto e ha indicato il punto dove più o meno si trovava.

Gli altri dispersi Mentre l’applauso salutava Marta che tornava alla vita, accanto ai soccorritori un padre e una madre con lo sguardo perso e una coperta sulle spalle guardavano verso le macerie. "Nostra figlia è ancora là sotto - ripetevano ai soccorritori senza più voce - tiratecela fuori, per favore, tiratecela fuori".

Eroica la 98enne Maria D’Antuono, 98 anni, è stata trovata viva dopo 30 ore a Tempera. Quando le è stato chiesto cosa ha fatto tutto questo tempo, ha risposto: "Ho lavorato, ho fatto l’uncinetto". L’anziana, che è rimasta tra i calcinacci nel suo letto, è stata portata giù dai pompieri e soccorritori alle 8 di questa mattina e ha mangiato qualche cracker. Maria, che è rimasta tra i calcinacci, nel suo letto, ha chiesto "Almeno fatemi pettinare!". Il ritrovamento della signora 98enne rappresenta un simbolo di speranza per le persone e i parenti che aspettano di riabbracciare i loro cari dispersi o ancora sotto le macerie.