Nomine Rai, Garimberti: "Con me si fanno nel cda"

Il presidente della Rai mette a tacere le polemiche sulle prossime nomine: "Finché ci sarò io decide il cda". Il direttore generale Masi: "L'azienda ha tre punti critici. I conti, i contratti e l'organigramma". Pubblicità: flessione di 150 milioni

Roma -  Da giorni non si fa che parlare di nomine a Viale Mazzini. Inevitabili, come sempre, le polemiche politiche. Sul delicato tema interviene il presidente della Rai Paolo Garimberti: "Le nomine si fanno in cda". Garimberti, risponde così in commissione di Vigilanza a una sollecitazione del capogruppo del Pd, Fabrizio Morri, che chiedeva ai vertici Rai di smentire le indiscrezioni secondo cui di nomine si sia parlato nella residenza privata del presidente del Consiglio. "Non ho smentito, perché non smentisco l’ovvio - ha spiegato Garimberti - ma come ho già detto in Consiglio, finché sarò seduto sulla sedia di presidente le nomine si fanno in Consiglio. E intendo mantenere questo impegno".

Masi: azienda sana, situazione critica I conti aziendali, i contratti - compresi quelli interni - e l’organigramma. Sono "le tre criticità che la Rai ha" e alle quali occorre porre mano. Lo ha detto il direttore generale Mauro Masi nel corso della prima parte dell’audizione dei vertici di viale Mazzini in commissione di Vigilanza. Ai conti - ha spiegato il direttore generale - bisogna assolutamente mettere mano tenendo conto della fase congiunturale ed anche nell’ottica del ’timing’ del passaggio dall’analogico al digitale terrestre su tutto il territorio nazionale.

I contratti Quanto al capitolo della "governance", Masi ha sottolineato che la Rai "è un’azienda che sulla linea editoriale ha qualche confusione, per usare un termine leggero. Bisogna ben chiarire tutto l’ampio capitolo della contrattualistica aziendale". Masi ha sottolineato che in Rai accade che pezzi della propria linea editoriale siano dati in appalto e poi non sia possibile più intervenire, pur risultando poi la Rai chiamata a risponderne in tutto.

Organigramma Rai In merito poi all’organigramma, il direttore generale ha detto testualmente: "Mi sono venuti i capelli più bianchi di come già li avessi vedendo che in Rai, con un bilancio di 3 miliardi di euro, ci sono 51 dirigenti di grado apicale che rispondono al direttore generale, quando invece - per fare un esempio - l’Eni con un bilancio di gran lunga superiore ce ne sono solo 27. Qualcosa è da farsi in merito a questo". Masi ha concluso sostenendo che comunque "l’azienda è in grado di affrontare queste criticità che possono anche essere un’opportunità".

Pubblicità La crisi si fa sentire anche a Viale Mazzini. La Rai potrebbe subire una flessione della raccolta pubblicitaria di 150 milioni nel 2009, a fronte dei 55 previsti, se l’andamento del primo trimestre dovesse essere confermato