«Le nostre lezioni in piazza per smascherare le bugie»

Troppe bugie sulla riforma della scuola. Serve una «controinformazione» che ribalti ad una ad una le credenze sbandierate in piazza. Da qui l’idea di promuovere dei seminari aperti a insegnanti, familiari, studenti.
La proposta è di Paolo Valentini, capogruppo di Forza Italia in Regione. «Gli scontri in piazza sono un segnale del clima non sereno che si è creato intorno alla riforma Gelmini. Mi sono accorto che c’è un sacco di gente che dice cose che il ministro non ha mai nemmeno pensato. La riforma non mette al centro della scuola lo Stato ma chi nella scuola va educato».
Valentini snocciola esempi. «Perché accanirsi contro la proposta del maestro unico - si chiede - quando in Europa le classi funzionano da tempo con un solo insegnante (e bene)?». «In Italia c’è un maestro ogni 9 bambini, la media europea è di uno a tredici. È dimostrato che nell’età fra i 6 e i 10 anni uno scolaro ha più bisogno di un punto di riferimento, di un modello da seguire che di tante nozioni, per accumulare informazioni ha tutta la vita davanti. «Siamo sicuri - continua Valentino - che dal punto di vista educativo sia costruttivo avere tre figure di riferimento? I bulletti che oggi frequentano le medie e i primi anni delle superiori sono cresciuti con tre maestri. Discorso diverso per materie come inglese, informatica e religione, infatti sono previsti specialisti».
Le famiglie hanno paura di perdere il tempo pieno.
«Il ministro Gelmini è stata chiarissima: le famiglie potranno scegliere se lasciare i figli a scuola 24, 27 o 40 ore. È prevista la libertà di scelta, che senso ha opporsi a possibilità in più?».
Le famiglie temono che i pomeriggi a scuola siano affidati a insegnanti di serie B, gestiti da cooperative private.
«Nessun maestro verrà licenziato, uno sarà il titolare di classe, gli altri si occuperanno dei pomeriggi. Non ci sarà più il turn over, l’alternarsi di insegnanti, che è uno dei mali della scuola. Gli obiettivi sono: puntare sulla qualità dell’insegnamento e avere più risorse per retribuire i maestri. Gli insegnanti italiani sono un milione 350mila, più dei marines americani e c’è un bidello ogni due classi, il sistema è stato gonfiato a dismisura e ora rischia di scoppiare».
Chi scende in piazza contesta anche una proposta di Valentina Aprea sulla possibilità di trasformare le scuole in fondazioni, si teme che sparisca la scuola pubblica...
«La fondazione è un ente giuridico senza scopo di lucro, non è una società per azioni, qui non entra in gioco il capitale di rischio. In Lombardia molti ospedali pubblici viaggiano alla grande con questo sistema e continuano ad offrire un servizio pubblico che altri Paesi ci invidiano. Perché la scuola statale dovrebbe sparire se un privato decide di investire i propri contributi nell’istruzione? Come mai davanti a proposte concrete di cambiamento c’è chi confonde le carte e disinforma?».
Da qui l’idea dei seminari.
«Ci rivolgeremo a tutti, studenti, genitori e insegnanti. Abbiamo in mente di preparare opuscoli che illustrino le novità della riforma da inviare alle famiglie, e lezioni in piazza per illustrare la riforma. Con il coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Podestà, stiamo pensando di aggiungere al sito una sezione dedicata alla scuola. E alle bugie da smascherare. Le lezioni in piazza Duomo degli universitari sono una brutta copia del Sessantotto. A loro consiglio di tornare nelle aule a studiare gli effetti dannosi di quel periodo storico».