Una notte, cinque donne mille ricordi

Attrici e regista per preparare «La casa d’argilla» hanno convissuto per due anni

Cinque donne si rincontrano dopo un lungo periodo: una le attende in casa, le altre quattro (tre forse sono sorelle, una la nipote) la raggiungono. La casa è una stanza, con al centro un tavolo e sei sedie, e una porta chiusa, dove probabilmente dietro si trova la madre delle quattro sorelle, morente. Così inizia La casa di argilla, lo spettacolo prodotto dal Teatro Due che sarà al Crt (via Alemagna 6) da stasera al 3 febbraio, ideato e diretto da Lisa Ferlazzo Natoli. Lo spettacolo si snoda attorno alla notte in cui queste cinque donne s’incontrano e vivono assieme attorno ad un tavolo: consumano immagini, storie, ricordi, parlano di desideri, rancori, memorie. «Ho voluto lasciare un’ambiguità di fondo su ciò che realmente sta accadendo in scena, perché m’interessa analizzare qualcosa di più profondo: il rapporto dei vivi con la morte. Cosa rimane a chi resta». L’unica cosa certa è «che le cinque donne non si vedono da tanto tempo – dice la regista - E’ oscuro il motivo che le ha portate ad incontrarsi, e chi siano veramente»: l’intero lavoro è un’indagine sulla vita e sulla morte, sul significato che può avere il passato, la memoria di una persona quando non c’è più. «Voglio analizzare diversi spazi temporali: studio ciò che possono dire i morti ai vivi, e cosa provano i vivi davanti ad una morte».
Significati che toccano l’essenza della vita e che sono il risultato di due anni di lavoro: il soggetto dello spettacolo è stato scritto «in dieci giorni - spiega la regista -. Poi, però, le cinque attrici (Monica Angrisani, Valentina Curatoli, Tania Garribba, Alice Palazzi e Paola Tintinnelli), la regista e Luigi Biondi, che ha scritto la drammaturgia delle luci, hanno convissuto per 2 anni in una casa: «alla mattina davo ad ognuno un testo diverso su cui lavorare per costruire il personaggio; al pomeriggio iniziavamo a provare. Finivamo verso le 22.30 tutti i giorni, io poi di notte preparavo i testi da distribuire alla mattina seguente per continuare il lavoro sul personaggio». Un progetto di «scrittura collettiva»: «io sono il detonatore, ho le idee, ma scrivo sulla pelle delle mie attrici - commenta la Ferlazzo -. Certamente ci vuole, in un gruppo, una figura che coordina, ma allo stesso tempo, per ottenere un buon risultato, voglio lavorare in stretto rapporto con in miei attori». Parole, ricordi, luce, suoni e rumori (Fabio Vignaioli e Francesco Bala): nient’altro in scena che le immagini per esprimere significati profondi. Per informazioni: tel. 02/89011644. Orari spettacoli: martedì-sabato ore 20.45, domenica ore 16. Biglietti da 9 a 18 euro.