Notte da incubo in villa: madre e figlia aggredite da un falso carabiniere

Rapina a Cinisello Balsamo Il malvivente è stato riconosciuto e subito rintracciato: recuperato il bottino di 30mila euro

Per una madre e la figlia ventisettenne uno dei più grandi incubi di molti milanesi si è trasformato in realtà. Nel cuore della notte le due donne, mentre si trovavano nella loro abitazione, sono state rapinate da un giovane che sotto la minaccia di un coltello lungo oltre 15 centimetri le ha costrette ad aprire la cassaforte. Il rapinatore, un ventisettenne che era già noto alle forze dell'ordine, però non era penetrato nell'abitazione forzando nessuna porta.
Ecco i fatti. Alle 4.10 di ieri mattina ha citofonato nella villetta di via Caduti della Liberazione nel cuore di Cinisello Balsamo dicendo di essere un carabiniere che aveva trovato l'auto della famiglia sul luogo di un incidente. «Probabilmente ve l'hanno rubata senza che ve siate accorti» si è giustificato davanti all'incredulità di chi ancora assonnato ha risposto al videocitofono.
Quando la figlia gli ha aperto il cancello, Luca C., con in testa il cappellino di una felpa nera, ha tirato fuori un coltello, ha scaraventato la coetanea per terra e le ha puntato l'arma alla gola. È stato inutile ogni tentativo di soccorrere la figlia da parte della madre che si trovava al primo piano della villetta ed è corsa nell'atrio appena ha sentito le urla della ragazza. Il ventisettenne ha strattonato la donna e le ha urlato di aprire la cassaforte altrimenti avrebbe fatto del male alla giovane. La cinquantacinquenne in preda al panico ha ceduto. Dolorante per i colpi subiti non ha avuto esitazioni e ha aperto la cassaforte.
Luca C. ha afferrato gioielli e pietre preziose per un valore di trentamila euro ed è scappato.
La giovane però lo aveva riconosciuto. Si ricordava bene di un ragazzo di nome Luca che anni prima aveva abitato vicino a loro e aveva gli stessi occhi azzurri del rapinatore. Madre e figlia hanno dato l’allarme e poi sono state portate al pronto soccorso e medicate. Per fortuna se la sono cavata con solo qualche livido e tanta paura.
Grazie alla loro descrizione, gli agenti guidati dal vicequestore aggiunto Stefano Silvestris sono arrivati in men che non si dica al ragazzo che è stato rintracciato a casa della madre a Rho. Sul bracciolo di una sedia a fianco al divanoletto dove Luca dormiva gli agenti hanno trovato la felpa nera e i jeans che la ventisettenne aveva descritto loro dettagliatamente. Sul terrazzo, nascosta tra le piante i poliziotti hanno trovato la refurtiva avvolta in un foglio di alluminio.
Il giovane, all'inizio ha detto che i gioielli gli erano stati consegnati da un amico che gli aveva chiesto di custodirli. Poi messo alle strette ha confessato. Il ventisettenne è stato fermato ed è stato portato a San Vittore.