A novant’anni lo Stadera cambia faccia

Al termine gli alloggi disponibili saliranno a 1423

Roberto Bonizzi

Cambiare faccia a novant'anni. Stadera, quartiere della zona Sud di Milano con il naviglio Pavese come compagno di strada dal 1929, osserva ruspe, operai e cantieri tra le sue vie, nelle sue corti storiche. Qui l'intervento non si chiama contratto di quartiere, ma Pru, programma di riqualificazione urbana. «In sostanza cambia poco - spiega Giovanni Verga, assessore allo Sviluppo del Territorio -. Anche in questo caso l'Aler ha incontrato gli inquilini per spiegare le modalità di intervento. I lavori sono già iniziati a gennaio di quest'anno e si concluderanno nel 2011. Si tratta di una svolta radicale: risanamento e recupero di tutte le strutture della zona. I palazzi di edilizia pubblica, ma non solo. I cantieri coinvolgeranno anche il mercato comunale, l'ex mulino, i giardini e le strade. Cerchiamo un riscatto del quartiere Stadera nel suo complesso».
L'investimento è consistente. Circa 85 milioni di euro che arrivano da Regione, Aler, Comune e soggetti privati.
«Quasi 30 milioni - prosegue Verga - saranno spesi per il contesto urbano, non per le residenze. Sono interventi forti di un certo rilievo. Se poi pensiamo che proprio in questi giorni stiamo tagliando il nastro della nuova fermata della metropolitana in piazza Abbiategrasso allora il quadro è completo. Stadera è pronto per il rilancio».
Il primo tassello è già andato al suo posto. Lungo via Neera una corte è diventata piazza, i palazzi Aler tutto intorno sono stati restaurati e dipinti di fresco. Ore le ruspe hanno «attaccato» i due isolati vicini. Da una parte sorgeranno alloggi e residenze protette per anziani, una percentuale elevata sul numero degli abitanti di Stadera. Dall'altro lato, invece, gli operai lavorano alla realizzazione di uno stabile che sarà dedicato agli studenti universitari, una realtà importante a Milano.
«Entro l'estate, in tempo per l'inizio del nuovo anno accademico, - dice l'assessore - speriamo di chiudere il cantiere». I tempi previsti dai tecnici di Palazzo Marino parlano di luglio.
Gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica all'interno del quartiere sono circa 1.800, le famiglie residenti 1.150. Alla fine della ristrutturazione gli alloggi disponibili saranno 1.423, in 31 diversi palazzi. «Bisogna adeguare gli standard degli anni '20 - spiega Verga - a quelli odierni. Una volta gli spazi erano più stretti, oggi una famiglia ha bisogno di un maggior numero di metri quadrati. Uno studio, realizzato dell'Aler sul patrimonio immobiliare di Stadera, rivela che almeno il 30 per cento delle abitazioni è di dimensioni inferiori rispetto ai minimi fissati per legge».
Il meccanismo per la ristrutturazione è quello classico. Sono già stati rimessi a posto 180 alloggi e questi verranno utilizzati per la rotazione delle famiglie che avranno le loro abitazioni oggetto dell'intervento.
Nel Pru del quartiere anche i privati giocano un ruolo importante. L'ex mulino, nella parte Nord di Stadera, verrà recuperato da un'azienda. L'idea è di ristrutturare un esempio di archeologia industriale e di renderlo uno spazio espositivo. Intorno saranno costruite residenze private, un parcheggio, più un giardino pubblico. Anche il progetto di spostamento del mercato rionale vede intervenire la mano dei privati. La nuova struttura sorgerà con un intervento in project financing per un costo complessivo di 10mila euro. Il mercato verrà raso al suolo e ricostruito nello stesso punto, lungo via Montegani, di fronte alla chiesa di Stadera. E la parrocchia sarà coinvolta, a modo suo, nel rinnovamento.
«Il parroco - continua Verga - ha accettato di ospitare per un periodo le strutture del mercato mentre saranno in corso i lavori. Dove? Sul campo da calcio dell'oratorio». Il progetto per la nuova struttura prevede la realizzazione di un parcheggio pubblico sotterraneo per 180 auto. Quindi la ricostruzione dello spazio per il mercato, che occuperà tutto il livello al piano terra. Sopra saranno costruiti nuovi alloggi.
Nel cuore di Stadera Palazzo Marino ha messo in preventivo un'isola residenziale, rivoluzionando gli spazi comuni. Cambierà aspetto l'arredo urbano, via Barrilli sarà chiusa al traffico delle auto e diventerà pedonale. E in via Agilulfo arriverà pure una fontana con getti da terra verso l'alto.
Come avere novant'anni e non accorgersene neanche.