Il Novecento a misura di bambino

Usare colori forti come il rosso, il giallo e il blu per colorare una piccola riproduzione del «Cavaliere Rosso» di Carrà. Costruire una copia di «Topoestesia» di Gianni Colombo, collegando tra loro i puntini su un foglio. Disegnare il proprio autoritratto alla maniera di Boccioni e poi confrontare i cavalli di Marino Marini e individuare le differenze tra di loro. Stampare la propria impronta su un uovo di carta proprio come faceva Pietro Manzoni con le uova vere. Provare (senza ridere) a disegnare la celebre «Merda d'artista», anche questa di Manzoni, e poi la «Rosa Nera» di Kounellis. Correre nel tunnel che arriva fino a Palazzo Reale, giocare a guardare prima da lontano e poi da vicino il «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo e capire come Lucio Fontana abbia potuto costruire un tubo di luce da appendere al soffitto. Hanno fatto tutto questo e molto altro i ragazzini della quinta C della scuola elementare «Antonio Stoppani» e della terza A dell'Educandato Statale Emanuela Setti Carraro della Chiesa che ieri mattina si sono divertiti a visitare il Museo del Novecento. Nelle mani, in anteprima per loro, una nuova guida interattiva pubblicata da Electa e pensata per i più piccoli dal direttore del museo Marina Pugliese, con le illustrazioni di Conny Prantera (in vendita da oggi nel bookshop del museo al prezzo di lancio di 5 euro fino al 28 febbraio, poi a 8 euro). Il Museo del Novecento raccontato ai bambini è un viaggio in sedici pagine che illustra in modo coinvolgente e originale i pezzi più significativi della collezione del neonato museo meneghino: grazie all'uso di stickers, giochi di colore e quiz divertenti, i bambini (dagli 8 anni in su) sono stimolati a scoprire le opere d'arte esposte. Una selezione di 20 opere, tra le 400 in mostra al museo, è succintamente spiegata in modo comprensibile ai bambini attraverso un libercolo che può trasformarsi in uno strumento utile per le famiglie. Portare i propri figli in un museo, specie se di arte contemporanea, può trasformarsi infatti in un'esperienza molto divertente se si sostituisce alla tradizionale spiegazione «scolastica» l'osservazione dei dettagli dei quadri, se si stimola i bambini a riprodurre quanto vedono alle pareti e ad appiccicare adesivi che riproducono i capolavori del museo negli spazi lasciati in bianco sulla guida. Si può persino giocare con l'arte, ad esempio invitando i bambini a «entrare» nel «Volume» di Dadamaino. Fino ad oggi 3 mila ragazzi hanno visitato il museo del Novecento: la guida Electa è un supporto utile per far capire ai piccoli (ma anche a qualche genitore) che l'arte è prima di tutto un piacere.