Nuclei anti-bullismo un «kit» on line e manuali di difesa

La scuola reagisce al fenomeno: su www.smontailbullo.it anche numeri verdi e concorsi grafici

È una specie di «kit» on line. Ma un kit di «smontaggio»: contiene l’occorrente per «smontare i bulli». Campagne, numero verde, osservatori, tutto ciò che può servire ai ragazzi e alle famiglie è su www.smontailbullo.it. Munizioni da usare contro il prepotente. Non quello occasionale, ma il recidivo, che sceglie la sua vittima prediletta per la disparità di forze.
Il bullismo è un fenomeno, e qui si descrive la sua «fenomenologia». Serve per esempio a capire cosa distingua il bullismo dai semplici scherzi, o dai reati. E prova a compire un’operazione educativa: i ragazzi dicono nei loro manifesti che «il bullo non è forte», «non è di moda», e «non è divertente». Che essere «circondati» è diverso da «accerchiati», e che «deridere è il contrario di ridere».
L’Osservatorio regionale della Lombardia in questi mesi ha istituito gruppi di lavoro negli uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati agli studi). Ogni ufficio scolastico aiuta le scuole colpite raccogliendone le segnalazioni e girandole all’osservatorio che, d’intesa con l’Usp locale e con le scuole, progetta e promuove azioni e interventi mirati.
L’Osservatorio regionale ha realizzato anche un dossier, con le «Proposte per il patto educativo di corresponsabilità tra scuola e famiglia e per il patto educativo di comunità. Per una nuova alleanza educativa». Migliaia di copie sono in distribuzione gratuita a scuole, famiglie, centri di formazione professionale, Comuni, enti, istituzioni, oratori, parrocchie, associazioni, società sportive, centri di aggregazione giovanile del territorio lombardo. La presidente dell’osservatorio, Anna Maria Dominici, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, spiega: «Le proposte sono una vera e propria rivoluzione culturale, non sulla carta, ma nei fatti, nella realtà di ogni giorno. Suggeriscono piste concrete di lavoro per contrastare il fenomeno del bullismo e per favorire la crescita positiva dei nostri bambini e ragazzi.
Il referente regionale e coordinatore dell’osservatorio, Luigi Roffia, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bergamo sottolinea: «Serve una proposta educativa chiara per fronteggiare l’emergenza. Solo con l’impegno degli adulti i ragazzi potranno sentirsi interpellati e si lasceranno contagiare da valori positivi come il rispetto della persona, l’impegno nello studio, la solidarietà, il senso della legalità, la disponibilità alla partecipazione attiva, l’amore per la propria scuola, il proprio quartiere e la propria città».