Una nuova casa per dieci bambini disabili alla chiesa del Preziosissimo Sangue

È un grande appartamento luminoso e colorato, con le camerette piene di giochi. Ospiterà dieci bambini disabili. Diventerà una casa per otto di loro, in attesa di un papà e una mamma che li adottino. Altri due posti saranno destinati a soggiorni più brevi, per aiutare le famiglie in situazioni di emergenza. Si chiama Casa L’abilità, è ospitata dalla chiesa del Preziosissimo Sangue, in corso XXII Marzo. Fortemente voluta dal parroco, don Mario Fumagalli, è stata inaugurata da Letizia Moratti. «Un progetto importante che si avvale dell’impegno dell’associazionismo e di più fondazioni, della sinergia tra pubblico e privato» la definisce il sindaco. Un aiuto perché Milano sia «città all’avanguardia per i suoi servizi a favore di oltre cinquemila cittadini con disabilità». Un nuovo passo nell’assistenza delle persone con gravi difficoltà fisiche e psichiche, e anche nell’aiuto ai familiari: spesso si trovano da soli a sopportare pesi che si alleggeriscono molto, quando sono condivisi. Nella comunità operano educatori e operatori sociosanitari con specifica formazione professionale. «Vogliamo che la Casa sia un ponte verso la famiglia disponibile all’affido o all’adozione di un bambino con bisogni speciali» spiega Laura Borghetto, presidente dell’associazione L’Abilità (www.labilita.org). Non solo: «Nella nostra casa siamo pronti ad aiutare le famiglie che hanno bisogno di lasciare temporaneamente il loro bambino disabile perché si trovano di fronte a serie emergenze, come l’urgenza del ricovero in ospedale di un genitore. Sappiamo come sia difficile per le famiglie trovare aiuti e soluzioni a problemi spesso drammaticamente concreti». La Casa è una struttura «bella e accogliente, armoniosa, seguita da persone capaci e competenti, che può offrire ai bambini che nascono con disabilità un luogo dove abitare, crescere, giocare e fermarsi in attesa di un futuro migliore» la dipinge Roberto Drago, presidente della Fondazione De Agostini che, insieme con Cariplo, Fondazione Oliver Twist e Fondazione Umano Progresso, ha sostenuto l’iniziativa con un contributo di oltre seicentomila euro. La comunità è ospitata al secondo piano della Senaura, edificio secentesco che si affaccia sul cortile dei giochi e del calcetto. «È anche parlando con i giovani che frequentano il nostro oratorio che ho pensato di ospitare questi bambini - spiega da tempo don Mario -. I nostri sono ragazzi che hanno tutto eppure sono spesso insoddisfatti. Mi sono chiesto: “di che cosa hanno bisogno? in che modo possiamo aiutarli?”. Credo che la Casa di accoglienza sia anche una risposta a questa domanda».